Monsignor Ernesto Vecchi

di Marco Torricelli

Inutile fare gli ipocriti. Alla conferenza stampa di presentazione della ‘notte bianca’, inserita nella Festa diocesana della famiglia – 24 e 25 aprile – ci siamo andati soprattutto per incontrare monsignor Ernesto Vecchi e, magari, provare a fargli dire due parole di aggiornamento sulla situazione della diocesi.

La premessa Ma lui, che la scena la tiene con grande padronanza, ha provato a mandarci in bianco: «Un po’ pochi – eravamo in cinque – e dove sono i cattolici che mi sollecitano?» ha brontolato sotto voce, dandoci un’occhiata, e riferendosi alla lettera che gli è stata inviata mercoledì. «Oggi parliamo solo di questo evento – ha messo subito in chiaro – anche se poi, ma lo sapeva bene, qualche domanda è arrivata.

La Chiesa Tipo quando monsignor Vecchi ha parlato della «gente di Terni che, l’ho capito bene, è fatta di pasta buona. Ma forse lavorata male, anche per colpa della politica». Solo della politica o, magari, anche la Chiesa ci ha messo del suo? E lui, prontissimo: «La Chiesa ha le sue colpe, perché è sacra in Cristo, ma poi ci sono gli uomini».

I soldi O quando è stato detto che per la ‘notte bianca della famiglia’ c’erano, «a disposizione, solo 2 mila euro e molto importante sarà il volontariato». Non c’è un po’ di cristianissima arrabbiatura, pensando a quanti soldi sono volati via? «Non sappiamo ancora bene come stiano davvero le cose – ha tagliato corto – io ho già detto che il ‘buco’ lo abbiamo trovato, ma quanto sia grande non lo abbiamo ancora capito».

Il personale Su un punto è stato chiarissimo: «Il personale è preoccupato ed io capisco benissimo le loro paure, ma non licenzieremo nessuno. Dovranno avere un po’ di pazienza (per gli stipendi; ndr) e forse, se troveremo chi ci aiuterà, qualcuno potrebbe essere costretto ad andare a lavorare altrove». Inutile insistere oltre: un sorriso, una pacca sulla spalla e via: «Non mi fate litigare con chi mi aspetta».

La festa Lo slogan è ‘Famiglia diventa ciò che sei’, per una manifestazione che prevede dibattiti, proiezioni, mostre, la veglia di preghiera in Cattedrale e una festa cittadina il 25 aprile con la celebrazione conclusiva nella basilica di San Valentino presieduta da monsignor Vecchi. Perché «la famiglia deve tornare ad essere una risorsa», ha detto monsignor Roberto Bizzarri, responsabile della commissione diocesana di pastorale familiare; mentre i coniugi Maurizio e Paola Leonardi, direttori dello stesso ufficio, hanno confessato di sperare che «Terni torni ad abbracciare le famiglie, che sono gli unici eventi autentici in questo momento di smarrimento».

Negozi aperti Simona Ratini, presidente del gruppo giovani imprenditori di Confcommercio, ha spiegato che «l’associazione è stata felice di essere chiamata a collaborare a questa iniziativa e ci stiamo adoperando affinché un buon numero di negozi e locali restino aperti».

Il programma La Festa diocesana della famiglia si snoderà a partire dalle 21 del 24 aprile, tra le chiese di San Pietro e San Francesco, il cenacolo San Marco e il Museo diocesano. Daalla mezzanotte, in cattedrale, si terrà, invece, la veglia eucaristica, a cui prenderà parte monsignor Vecchi che, poi, nel pomeriggio del 25, dopo una festa a base di canti e balli al parco Le Grazie, celebrerà la messa nella basilica di San Valentino.

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