Seguici su

Il consiglio comunale di Terni

Si dice ‘il tempo porta consiglio’, ma ci sono dei casi in cui è il ‘consiglio’ a portar tempo. Ne è un esempio quello di palazzo Spada che si è riunito giovedì pomeriggio per discutere del tema sicurezza e prendere i provvedimenti necessari a frenare lo ‘sbando della città’ di cui molti consiglieri hanno parlato. Una questione particolarmente sentita dalla città di Terni, visti i gravissimi fatti di cronaca che si susseguono ormai da troppi mesi, in un generale clima di tensione e di paura che inizia a palpare anche chi ha sempre pensato della propria Conca che fosse ‘un’isola felice’.

Consiglio comunale Una seduta lunghissima, circa sei ore di dibattito: sei atti molto simili,  un’interrogazione, tanti interventi, la risposta del sindaco, poi la sospensione e la riunione dei capigruppo, qualche battibecco politico e il finale scioglimento del Consiglio, con la certezza di un nuovo incontro che si terrà lunedì mattina tra i presidenti di ciascun gruppo consiliare. Ecco dunque il Consiglio che porta il tempo: tre giorni per riflettere prima di rivalutare tutti i documenti presentati.

Il nodo La questione si è ingarbugliata quando in conferenza dei capigruppo la minoranza ha chiesto di redigere un documento unitario da sottoporre alla votazione dell’intero Consiglio, ma la maggioranza ha respinto al mittente la proposta e ha chiesto di votare l’atto presentato dal consigliere Cavicchioli, eventualmente emendato. La reazione è stata durissima; di fatto da centrodestra e M5s è arrivata l’accusa alla sinistra di voler mettere il proprio marchio sull’avvio (si spera) di una nuova fase di legalità, senza averne diritto.

Maggioranza Con l’atto presentato dal centrosinistra si richiedevano presidi di polizia municipale nelle zone della città più ‘esposte’ a rischio criminalità; un monitoraggio costante, in collaborazione con le altre forze dell’ordine, di tutto il territorio cittadino; la revisione della dotazione organica del Corpo e la riduzione delle sue funzioni amministrative; la dotazione di tutta la strumentazione necessaria agli agenti utilizzando le risorse già destinate ed individuando specifici capitoli da inserire nel bilancio di previsione 2015, anche per ciò che riguarda le dinamiche del personale. Nell’atto anche la proposta di collaborare con i gestori dei locali: ordine e pulizia degli spazi attigui alle attività, in cambio di sgravi fiscali.

Numeri Nell’atto esposto da Cavicchioli anche alcune cifre ben precise e il modo di utilizzare le somme: «Circa 84 mila di fondi regionali e comunali già disponibili che possono essere impiegati per il potenziamento del sistema di videosorveglianza, 40 mila assegnati dalla Regione per progetti particolari, 15 mila dal Fondo per il sostegno alle vittime e ulteriori 56 mila previsti dal bilancio di previsione della Regione per Terni per la realizzazione di quanto previsto dal ‘patto per Terni sicura’. Il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza – si legge nell’atto – elabori in tempi rapidi un piano di coordinamento di tutte le forze dell’ordine.

M5s I pentastellati hanno interrogato il sindaco e la Giunta e hanno chiesto se fossero a conoscenza del malfunzionamento della videosorveglianza locale (fuori uso 19 telecamere su 25); quali azioni intenda intraprendere per la sicurezza della città in materia di monitoraggio e per riportare immediatamente in funzione le telecamere esistenti; e se le risorse impegnate all’interno del patto della sicurezza siano state stanziate e se siano state già investite in tal senso. Sullo stesso argomento l’atto dello stesso gruppo consiliare, col quale è stata incalzata la Giunta ad intraprendere tutte le azioni necessarie per la sicurezza in materia di videosorveglianza, potenziare la rete di videosorveglianza con particolare riferimento ai parchi pubblici e agli edifici scolastici e verificare e riferire su stanziamento e utilizzo di risorse previste nel patto della sicurezza.

Movimento Sempre dei 5 stelle l’atto col quale è stato chiesto al sindaco di modificare il regolamento della ‘polizia urbana’ del Comune di Terni, coinvolgendo esperti del settore e l’intero Consiglio Comunale, ad iniziare un’opera di aggiornamento in materia di equipaggiamenti e mezzi; ad iniziare un’opera di regolamentazione ed acquisto di strumenti atti alla difesa personale dell’organico del Corpo, formazione, aggiornamento professionale e perfezionamento del personale; ad indire un bando per nuove assunzioni di personale in grado di garantire un ricambio generazionale nella Municipale.

Crescimbeni Disporre la videosorveglianza diffusa, tramite fondi comunitari, istituire uno sportello unico per la sicurezza tra tutti i corpi, regolare la vendita di alcolici e limitare la somministrazione delle bevande in bottiglie di vetro, disporre pattuglie fisse nel centro storico, ampliare l’organico dei vigili urbani, attivare un corso di aggiornamento professionale degli stessi agenti e costituire gruppi di controllo volontari. Queste le proposte del consigliere Crescimbeni esposte in un atto d’indirizzo.

Cecconi «Cosa prevede il ‘Patto per la sicurezza’ sottoscritto nelle settimane scorse in Prefettura?» se lo chiede il consigliere di Fratelli d’Italia e ne fa espressamente richiesta anche al sindaco e alla Giunta, ai quali chiede di relazionare sui ‘centri di accoglienza’ per gli immigrati allestiti nel territorio il ripristino delle telecamere di videosorveglianza esistenti, presentare al consiglio comunale un piano di implementazione e adeguamento dei mezzi a disposizione dei Vigili Urbani, una riorganizzazione complessiva del servizio di Polizia Municipale, che riveda le turnazioni, la ripartizione degli incarichi tra personale impegnato su strada e destinare una quota dei proventi delle cosiddette ‘multe’ al rilancio del Corpo.

Di Girolamo In ultima battuta si è espresso puntualmente il sindaco, tentando di rispondere alle varie proposte avanzate, fornendo talvolta i limiti normativi per operare su tutte le questioni. Ad ogni modo, intervenire in maniera significativa sul Corpo dei Vigili Urbani migliorandone le condizioni lavorative a 360 ° e riattivare le videocamere non funzionanti, oltre a fare scelte oculate sulla destinazione d’uso delle risorse, alla fine parevano essere le priorità, con sfumature a vario livello presso i diversi gruppi politici. Al rientro dalla conferenza dei capigruppo, il M5s ha rinviato volontariamente i propri atti in commissione e i 25 consiglieri rimasti fino alla fine della seduta (maggioranza e 5 stelle) hanno approvato all’unanimità la proposta Cavicchioli: discussione dunque rinviata a lunedì prossimo, tra capigruppo, con gli atti rimasti in sospeso.