Venerdì 20 l’azienda erogherà a favore dei lavoratori la parte di stipendi arretrati e i contratti sospesi saranno riconfermati con serrato monitoraggio sulla resa del personale; l’amministrazione comunale scriverà a Telecom per conoscere la verità sui rapporti che intercorrono con la proprietà del call center ternano e capire le necessità per il rinnovo del mandato a K4up; il prefetto Bellesini riconvocherà le parti la prossima settimana e ha manifestato forte interessamento; i sindacati hanno il compito di aprire una fase interlocutoria con tutta la forza lavoro impiegata nel call center; il proprietario intende riprendere l’attività produttiva al più presto e ha annunciato che riassumerà; venerdì 13 alle 15.00 in sede sindacale un’assemblea di tutto il personale; la direzione territoriale del lavoro ha offerto la propria disponibilità a ricomporre la vertenza dal punto di vista contributivo. Queste le principali notizie emerse a seguito dell’incontro istituzionale di giovedì pomeriggio.

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K4up e Overing, I lavoratori, in stato di agitazione dal 27 febbraio scorso sono arrivati ai piedi della Prefettura alle 14.30, con 60 minuti di anticipo rispetto all’orario in cui era fissato l’appuntamento e non hanno mollato il presidio ma anzi hanno atteso l’uscita dei sindacati per conoscere l’esito dell’incontro e le novità emerse. Si è trattato del secondo tavolo con sua eccellenza il prefetto Bellesini. Nell’incontro sono state affrontate tutte le questioni, dalla natura dei contratti degli operatori, dal futuro dei venti lavoratori che si sono visti chiudere il contratto, fino alla posizione delle aziende nei confronti del committente nazionale, ossia Telecom. Importante senza dubbio la presenza dei responsabili aziendali. Al tavolo, il presidente della Provincia e sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, il dirigente della Regione, Mauro Andrielli, rappresentanti della Direzione territoriale del lavoro e dell’Inps, le organizzazioni sindacali e le Rsa. Si è parlato della natura dei contratti stipulati dalle aziende, che occupano lavoratori a progetto, e della esposizione debitoria verso l’Inps per il versamento degli oneri previdenziali dei collaboratori.

La promessa dell’azienda Chiarita anche la questione dei venti dipendenti che avevano temuto il mancato rinnovo del contratto, smentita dalla dirigenza aziendale che ha, inoltre, fornito rassicurazioni sul prossimo pagamento della quota residua dell’ultima mensilità. Al centro del dibattito, tuttavia, il futuro delle società che, se in passato si sono distinte per la grande produttività, negli ultimi sei mesi non hanno mai raggiunto gli obiettivi e sono fortemente indebitate verso Telecom, ovvero quello che oggi è il principale committente in virtù di un contratto che va in scadenza il prossimo 30 aprile. Ecco perché il sindaco ha scelto di contattare direttamente la compagnia telefonica: se c’è la possibilità di un compromesso, la strada va perseguita.

L’affondo del prefetto «E’ fondamentale salvaguardare le commesse – ha detto il prefetto in una nota al termine del vertice – per preservare la sopravvivenza delle aziende nel territorio ternano e, quindi, l’occupazione degli addetti. A questo risultato devono puntare amministrazione, operatori e sindacati, approfondendo le ragioni della mancata performance per invertire la rotta». Diversamente da quanto si aspettavano i lavoratori, la proprietà ha accettato l’invito alla discussione e al confronto a palazzo Bazzani, mentre i rappresentanti delle due committenti Telecom ed Eni non si sono presentati ma se il prefetto ne parle in questi toni è perché Telecom ed Eni sono state contattate dallo stesso rappresentante del governo ed hanno manifestato preoccupazione per la mancata produttività del sito ternano, considerato l’attuale sciopero prolungato. Il tavolo di trattativa sindacale ripartirà dal contratto nazionale di categoria per i collaboratori a progetto con l’intesa di un aggiornamento in prefettura programmato per il prossimo 25 marzo.

I sindacati I rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil nutrono qualche perplessità rispetto alle promesse aziendali, ma hanno assunto l’impegno a mettere in campo tutte le risorse disponibili per gestire con calma la vertenza a questo punto assai delicata. Un punto fermo dei sindacati: «Non possiamo permettere la delocalizzazione del call center, K4up e Overing devono restare a Terni»

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