di Massimo Colonna
Solo un terzo delle persone analizzate non presenta problemi alla tiroide. Il resto sì. Per questo le malattie tiroidee sono in aumento anche a Terni, «in linea con il trend nazionale e senza che ad oggi ci siano connessioni tra la presenza di agenti inquinanti in atmosfera e la comparsa delle malattie». L’Aumat presenta i risultati delle analisi effettuate a maggio durante la giornata mondiale della tiroide su un campione di popolazione del Ternano. Un campione comunque da non ritenersi valido a livello scientifico ma comunque indicativo di una linea di crescita delle malattie di questo tipo.
I numeri Solo un terzo delle persone che negli ultimi due anni si sono sottoposte allo screening promosso dall’Aumat (Associazione Umbra Malati Tiroidei) sia a Terni che nei comuni della Valnerina sono risultate immuni da patologie. I dati si riferiscono a 514 persone coinvolte nel 2014 e 2015 nelle verifiche effettuate in occasione delle giornate mondiali della tiroide. Nel 2015 su 159 persone controllate in centro città 55 sono risultate nella norma (34%), 49 con gozzo multi nodulare (30%), 24 con gozzo uni nodulare (15%), 20 con tiroide linfocitaria cronica (12,5%), 10 con disomogenei tiroidei diffuso e 1 con gozzo diffuso tossico.
Casi in crescita Per il 2014 su 252 casi 93 sono risultati nella norma(36%), 43 con disomogenei tiroidei (17%), 34 con gozzo uni nodulare (13%), 31 con gozzo multi nodulare (12%), 26 con tiroide linfocitaria cronica (10%). Al tavolo di presentazione dei dati giovedì mattina nelle sale dell’azienda ospedaliera c’erano Elio Proietti e Pietro Matteucci per l’Aumat, Camillo Giammartino, direttore della struttura complessa di Endocrinologia dell’azienda ospedaliera, Roberta Lucchini, della struttura complessa di Endocrinochirurgia, il direttore sanitario, Leonardo Bartolucci e l’assessore al Welfare del Comune di Terni, Francesca Malafoglia.
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