di Marco Torricelli
Loro, almeno, non fanno nemmeno finta. A differenza di altri – vedi Sangemini – che si sono presentati e hanno fatto promesse poi non mantenute, i rappresentanti delle ditte Rigato e Iosa hanno semplicemente detto che loro, venerdì mattina, al confronto proposto dal prefetto non avevano intenzione di presentarsi.
Il rinvio A Gianfelice Bellesini che, da quando è tornato in città per assumere il ruolo di rappresentante del governo, ha interpretato il ruolo con grande determinazione, non è rimasto altro da fare che prendere atto e rinviare il tutto al 9 gennaio: in quella data, però, ci dovranno essere tutti. Tra gli invitati, oltre ai sindacati che avevano chiesto il vertice, anche l’assessore regionale Vincenzo Riomm;, il presidente della Provincia, Feliciano Polli e il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo. Oltre a Rigato e Iosa, naturalmente.
I fatti Dal 1° gennaio la Rigato di Venezia non è più titolare dell’appalto per le pulizie industriali all’interno delle acciaierie, che è passato alla Iosa di Terni, che aveva fatto sapere che dei 24 lavoratori utilizzati dalla Rigato, intende utilizzarne una dozzina. Il 23 dicembre la situazione è precipitata: senza nessun preavviso, ai lavoratori considerati di troppo è stato impedito di entrare al lavoro. I ‘badge’ magnetici, che fanno scattare i tornelli e permettono di accedere all’interno dello stabilimento, erano stati disattivati.
La responsabilità La Rigato aveva subito preso le distanze, precisando di «non essere l’autrice del blocco dei badge dei lavoratori, che è stato posto in essere autonomamente ed unilateralmente dall’Ast, committente per i lavori all’interno del cantiere di Terni, senza previamente avvertire e senza allo stato spiegarne le ragioni effettive». Mentre l’Ast si era limitata a parlare di «un problema tra ditte e in questo caso tra la Rigato e la Iosa», senza però chiarire il giallo della disattivazione dei badge dei lavoratori.
Lo sciopero I sindacati avevano proclamato lo sciopero e, dopo un primo vertice con Comune e Provincia, avevano chiesto l’intervento del prefetto Bellesini che, infatti, aveva subito diramato gli inviti per venerdì mattina: dato per scontato che a ‘bloccare’ i badge dei lavoratori della Rigato può essere stata solo l’Ast – che ha il controllo del sistema che regola gli accessi al proprio interno – e che la procedura può essere attivata solo in presenza di una richiesta della ditta titolare dell’appalto, c’è da capire se la Rigato, questa richiesta l’abbia fatta o no. Ma anche chi, eventualmente, abbia fatto la richiesta al posto suo.


