di Massimo Colonna
«Il Briccialdi è in mezzo tra il governo e il Comune. Non abbiamo nessun debito a bilancio con l’amministrazione. Quei soldi sono in realtà mancati trasferimenti governo-Comune dovuti ai tempi lunghi della statalizzazione». Dopo diverse prese di posizione di giunta e commissioni a parlare sono proprio i vertici dell’istituto musicale ternano, il presidente Vincenzo Bisconti e il direttore Gabriele Catalucci. Sul tavolo i numeri su attività e bilancio ma anche il nuovo corso indicato dal Comune e l’offerta concertistica da qui al prossimo futuro.
Tra governo e Comune A fare chiarezza sulle recenti discussioni in merito al quadro economico che regola l’ente ci pensa il presidente Bisconti durante la conferenza stampa organizzata martedì mattina nella sala Casagrande dell’istituto. «Il Briccialdi non è indebitato. La cifra di 1,8 milioni di euro che si dice noi dobbiamo al Comune non è nel nostro bilancio come debito. Si tratta infatti di una parte della somma che fa parte del percorso di statalizzazione, avviato anni fa e per cui stiamo aspettando novità da parte del governo. L’istituto al momento si trova in mezzo tra governo centrale e amministrazione. Ma non sono soldi che noi dobbiamo al municipio».
Contributo straordinario Bisconti fa poi il punto sull’organizzazione delle finanze: «Noi siamo una pubblica amministrazione. e proprio in virtù della richiesta di statalizzazione da parte del Comune, che nel gennaio scorso è stata rinnovata, il governo ha stabilito un contributo straordinario per le amministrazioni che nel frattempo si erano impegnate economicamente con gli enti musicali in attesa dello sblocco delle statalizzazioni., ma dallo scorso anno stiamo ancora aspettando che questo contributo venga erogato».
Sfida possibile E mentre l’assessore alla cultura Giorgio Armillei (atteso in conferenza ma impegnato nella seduta anticipata della giunta) continua a elaborare con i colleghi dell’esecutivo e il contributo di seconda e quarta commissione i futuri accordi che regoleranno gli impegni economici tra le parti, il presidente Bisconti si dice tranquillo per il futuro: «Sono fiducioso, anche perché conosco bene l’istituto e so come lavora (è in carica da due anni e prima ricopriva il ruolo di collaboratore come esperto di gestione, ndr). Posso anzi dire che il modello Briccialdi negli ultimi anni è stato preso a riferimento anche da altre realtà nazionali, ora ci adegueremo ai nuovi dettami dell’amministrazione comunale, ma sono sicuro che resteremo nei parametri economici continuando a eccellere sul piano della qualità».
Numeri e bilancio Come emerso nel corso dell’ultima commissione consigliare, il Briccialdi ha aumentato le iscrizioni nell’ultimo anno nonostante l’aumento della retta dettato dal Comune. «Le rette ora – ha spiegato il direttore Catalucci – sono in linea con la media nazionale. Per quanto riguarda i professori sono 34 secondo il contratto nazionale, poi ci sono alcuni docenti a contratto, come in tutti gli istituti nazionali, 14 più 4 collaboratori che vengono retribuiti per le sole ore di lezione, per un rapporto tra insegnanti e studenti di 1 a 8, nella media nazionale. Abbiamo iscritti anche da Giappone, Cine e Norvegia».
Fondazione Carit e programma «Sono 36 le scuole in convenzione con il nostro istituto – ha proseguito Catalucci – in più abbiamo convenzioni con fondazioni, come la Carit qui a Terni, associazioni e istituzioni culturali in tutta Italia. Per quanto riguarda il programma, il 6 novembre inizierà l’anno accademico con l’opera di Mozart ‘L’Oca del Cairo’ al teatro Secci, mentre il 30 ottobre, il 27 novembre e il 18 dicembre organizzeremo concerti all’ospedale Santa Maria. Lo stesso 18 dicembre poi c’è il tradizionale concerto di Natale in Duomo. In più confermiamo le nostre masterclass, i corsi liberi e i laboratori».
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