di F.T.
Dopo il rogo, le polemiche e le rassicurazioni, ora arrivano i dati ufficiali delle analisi effettuate dall’Arpa in seguito all’incendio scoppiato nella notte fra il 15 e 16 giugno alla ElectroTerni, l’azienda di viale Centurini specializzata nel riciclaggio di pneumatici usati. Dall’agenzia per la protezione ambientale fanno sapere che «i valori degli inquinanti riscontrati, sono tutti inferiori ai limiti di legge».
Polveri Tre in totale i campioni prelevati: uno di polveri ricadute nella zona di via Garibaldi e due di terreno ‘top soil’ nei pressi della fabbrica d’armi e all’interno dei giardini della Passeggiata. I campioni sono stati sottoposti alle indagini per accertare la presenza di Ipa (inquinanti policiclici aromatici), metalli, Pcb (policlorobifenili), e diossine-furani. «Per ciò che riguarda le polveri – spiegano dall’Arpa – non sono stati rilevati valori anomali relativamente ai microinquinanti analizzati».
Diossina Il timore principale, rassicurazioni a parte, era comunque legato al rischio-diossina. Il campione di terreno prelevato nei pressi delle aziende coinvolte dall’incendio ha fatto registrare un valore di diossine e furani pari a 2 nanogrammi per chilo, a fronte di un limite di 100 previsto per le aree industriali. Più alto – anche se inferiore ai limiti di legge – il valore riscontrato nel terreno prelevato nei pressi della Passeggiata: 7 nanogrammi/kg rispetto ai 10 previsti per le aree destinate a verde pubblico dal decreto legislativo 152 del 2006. Numeri che se da un lato offrono qualche certezza in più, dall’altro potrebbero aprire il campo a nuove discussioni.
