L'assemblea ecclesiale diocesana

di Noemi Matteucci

Le spoglie di San Valentino saranno trasportate in Duomo per le celebrazioni del patrono a febbraio, quindi riportate nella basilica di appartenenza con una processione cittadina. La decisione è presa e le motivazioni sono state ufficializzate dal vescovo Giuseppe Piemontese in occasione dell’assemblea ecclesiale diocesana di domenica 11 ottobre. A poco è servita, ad oggi, la petizione dei residenti, «non firmata, quasi anonima e ingannevole» – così l’ha definita il presule – presentata per evitare di muovere le reliquie.

Assemblea diocesana: fotogallery

Trasferimento del santo Due giorni a cavallo della festa di San Valentino, dal 12 al 14 febbraio, per consentire a tutta la comunità diocesana di onorare con dignità il martire patrono della città e degli innamorati con preghiera e processione: lo ha detto il vescovo Piemontese, chiamato in causa da un residente del quartiere: «Non la sede ideale per porre un tale quesito – ha sottolineato il presule – ma il momento giusto per rispondere a chi è intervenuto per sollevare l’argomento».

Petizione «ingannevole» Il discorso del presule è iniziato con il riferimento alla raccolta firme presentata dai residenti del quartiere San Valentino: «Ho ricevuto qualche giorno fa – ha detto -un plico contenente firme e una lettera allegata, quasi anonima, senza un referente o un indirizzo a cui rispondere. Non so cosa sia stato detto da chi raccoglieva le firme ai cittadini, forse che il vescovo voleva portare via il santo dalla basilica, forse che ha debiti e li vuole risanare muovendo le spoglie in Duomo per trarne guadagno, forse addirittura che sono chiuso al confronto e che impongo la mia volontà senza possibilità di discussione. Affermazioni ingannevoli – ha aggiunto – in quanto non ho mai detto niente del genere, ho discusso già della questione con sacerdoti, consiglio pastorale e parroco di San Valentino e ho accolto almeno due persone in vescovado che mi hanno sottoposto la questione».

Esigenze della comunità Alla base del trasferimento delle reliquie, Piemontese ha messo quattro diverse motivazioni, derivanti da riflessioni fatte sullo svolgimento della festa, che – secondo il presule – è soggetta a una serie di difficoltà e di esigenze. «È su considerazioni di carattere pastorale, ecclesiale, civile e meteorologico – ha spiegato il vescovo – che ho deciso di assumere una decisione esclusivamente mirata al bene della comunità diocesana e di tutti i fedeli».

Motivazioni pastorali Prima di tutto, come ha detto Piemontese, le reliquie verranno mosse per consentire a tutti di partecipare in modo agevole alle celebrazioni. «Date le dimensioni della basilica di San Valentino – ha affermato – sono sicuro che tra la gente che ha firmato la petizione c’è qualcuno che, nel tempo, è stato costretto a rimanere fuori al freddo durante le celebrazioni, poiché a partecipare alla messa erano solo pochi eletti, mentre tutti hanno diritto a poter onorare il santo all’interno della basilica. Lo stesso – ha detto – vale per la Festa della promessa, occasione durante la quale, dati alla mano, la chiesa è piccola per ospitare tutte le coppie di fidanzati che intervengono».

Ragioni ecclesiali, civili e meteo In secondo luogo, il vescovo ha tirato in ballo le relazioni tra santo e diocesi: «San Valentino è il patrono della città e della diocesi – ha affermato Piemontese – ora chiediamoci qual è la relazione che sussiste fra i due? È molto debole, la chiesa madre della diocesi non ha relazioni con il santo e questo è forse l’unico caso in Umbria in cui ciò si verifica. Non abbiamo una processione per San Valentino che coinvolga tutta la città, in un momento così importante per celebrare il santo. Su queste basi – ha aggiunto – ho pensato di trovare una modalità che permettesse a tutte le parrocchie e a tutta la comunità di onorarlo in cattedrale». Inoltre, in Duomo sarà possibile dare più spazio alle autorità civili e alle istituzioni, «strette come sardine, a San Valentino» ed evitare problemi connessi alle condizioni meteo se si dovesse «rimanere ad ascoltare la messa fuori dalla chiesa».

«Ok delle istituzioni, non serve permesso» Per Piemontese, «la comunità dei fedeli non sarà impoverita, il quartiere non verrà privato del santo, anzi – ha detto – è il caso di pensare agli aspetti positivi di questa occasione». La proposta è questa: si farà una giornata di preghiera e veglia, il 13 febbraio, in cui le diverse parrocchie potranno far visita alle reliquie del santo in Duomo. La mattina del 14, alle 9.30 verranno effettuate le celebrazioni religiose alla presenza delle autorità civili e militari e dei fedeli che poi, tutti insieme – ha spiegato il vescovo – prenderanno parte in corteo alla processione che procederà verso la basilica di San Valentino per riportare le spoglie nella chiesa di origine». Da Roma, le autorità ecclesiastiche hanno ribadito a Piemontese che è il vescovo ad avere l’ultima parola, senza necessità di autorizzazioni esterne. A chi «si incatenerà alla chiesa per evitare lo spostamento delle reliquie» il vescovo lancia un invito alla civiltà. E i residenti del quartiere intervenuti all’assemblea, furibondi e delusi dalle risposte ricevute, gridano fuori dal Duomo «Non contiamo niente!», promettendo di arrivare, se necessario, fino a Papa Francesco.

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One reply on “Terni, è ufficiale il trasferimento di San Valentino in Duomo. Vescovo Piemontese: «Vi spiego perché»”

  1. perché invece di scomodare il santo, non alzano le chiappe dalla sedia e vengono loro a San Valentino così forse gli si schiariscono le idee, e, rispettano la santità di S.Valentino?

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