di Massimo Colonna
Parte l’iter per il riconoscimento di Area di crisi complessa. Ad annunciarlo direttamente la governatrice Catiuscia Marini al termine del consiglio comunale congiunto Terni-Narni di lunedì pomeriggio. Nel piano potrebbero rientrare anche i comuni di San Gemini e Stroncone. I due consigli hanno approvato un atto di indirizzo che impegna i sindaci Di Girolamo e De Rebotti ad «attivarsi con immediatezza nei confronti della Regione per la presentazione al Mise dell’istanza per il riconoscimento di Area di crisi complessa».
Via all’iter «Avremo presto un incontro col Governo – ha spiegato la presidente della Regione – e oggi avviamo un percorso importante che dovrà coinvolgere tutte le parti sociali ed avere al centro una visione di sviluppo. Non parliamo infatti di strumenti governativi di assistenzialismo. Togliamocelo dalla testa. La richiesta da presentare al ministero riguarderà anche i comuni di San Gemini e Stroncone, per cui stiamo valutando ci siano tutti i parametri richiesti. L’Area di crisi complessa è un percorso straordinario rispetto alle misure con cui finora il pubblico ha lavorato, come i contratti d’area o i patti di territorio».
Serve una visione «Il punto focale di questo nuovo percorso – ha proseguito la Marini – deve essere un progetto di sviluppo condiviso. Al ministero infatti verrà valutato soprattutto questo elemento. Non solo i riscontri tecnici, i parametri economico-finanziari del territorio, ma soprattutto la presenza di una visione di sviluppo condivisa. Per questo serve un accordo di programma che dia spazio alle associazioni economiche, alle parti datoriali, al pubblico e al privato».
Cosa fa la Regione «Per Terni e Narni la Regione – ha detto la governatrice – ha ottenuto l’inserimento nella carta degli aiuti a finalità regionale, con sostegni alle grandi imprese e una maggiorazione di aiuti per le piccole e medie di un 10 per cento complessivo rispetto all’ordinario. In più, nel Piano operativo regionale e nei Fondi europei per lo sviluppo, previste due misure: 15 milioni di euro per imprese in crisi, poi altri 5 milioni nel capitolo ammortizzatori sociali. Di più: la Regione ha presentato un progetto a valere sul Fondo per le politiche attive del lavoro per supportare i lavoratori dell’indotto Ast».
I sindaci «A Narni – ha spiegato il sindaco Francesco De Rebotti – abbiamo fatto una parte di un percorso, con la Sgl per esempio. Ora il lavoro si fa duro, dopo il passaggio di proprietà. Dobbiamo guardare ad un contesto industriale storico che ha bisogno di essere reinserito nel nuovo contesto industriale nazionale e internazionale. Per esempio per la salvaguardia dell’ambiente. Solo in questa ottica il territorio può crescere». «Siamo di fronte ad un’occasione importante – ha sostenuto il sindaco Di Girolamo – per fare il punto sui due territori. Terni e Narni a livello regionale si stanno muovendo non solo a livello lavorativo, ma anche per l’agenda digitale. Vogliamo un vero e proprio distretto industriale innovativo per il nostro territorio».
Le associazioni Prima degli interventi dei consiglieri hanno preso la parola anche i rappresentanti delle associazioni: Alunni di Confindustria, Brascugli di Federmanager, la Camera di Commercio con Malvetani, Confimpresa con Ruggeri, Cna con Bellavigna, Confartigianato con Michele Medori, Coldiretti con Manni e Confcommercio con Cianfoni. Poi i sindacalisti Tasso (Cisl) che ha detto di sperare che “da oggi si passi dalle parole ai fatti”, Rampiconi (Cgil), Francescangeli Ugl e Cardinali (Filctem Cgil) per la Chimica, il quale ha sottolineato come “l’industria si deve mettere al servizio del territorio, non il contrario”.
I partiti Secondo il M5s all’incontro “dovevano esserci anche le associazioni ambientaliste. Crediamo che alcuni interventi delle forze economiche e sociali siano stati in parte produttivi e interessanti, ma pensiamo servano soggetti preparati e capaci di cogliere questa nuova occasione di sviluppo, affinché non si compiano oggi gli stessi errori del passato”. Per Cecconi (FdI-An), unico a votare contro l’atto, serve maggiore chiarezza sul “percorso partecipativo da fare con le parti sociali, visto che al momento non sappiamo cosa abbia fatto la Regione in questa direzione e come sia andato l’incontro annunciato con il Governo su questo fronte”. Sel Narni e Sinistra per Terni insieme chiedono “massima attenzione alla questione ambientale in ottica di sviluppo territoriale. Un ambiente ripensato complessivamente come valore aggiunto e sinonimo del buon vivere, della buona occupazione». Enrico Melasecche (ILoveTerni) ha sottolineato come “la Regione abbia perso troppo tempo su una questione importante come quella lavorativa”. «Un atto positivo – ha commentato il capogruppo Pd Cavicchioli -, il contesto economico ternano-narnese presenta i requisiti richiesti dalla normativa di riferimento e pertanto anche il confronto che sarà attivato con il Mise si baserà su elementi oggettivi che legittimano la richiesta dei territori interessati. È evidente – ha concluso Cavicchioli – che il percorso rappresenta una sfida per tutte le componenti attive del territorio e per la loro capacità progettuale e di proposta».


