di Massimo Colonna
E’ Luigi Carlini il nuovo presidente della Fondazione Carit: il medico legale succede così a Mario Fornaci. Carlini ha ottenuto quasi il plenum dei consensi portando a casa 17 voti favorevoli contro i 4 riservati all’altro candidato alla presidenza, Antonio Alunni. Questo l’esito della votazione andata in scena nel primo pomeriggio di mercoledì nelle stanze di Palazzo Montani Leoni. Eletto anche il consiglio d’amministrazione.
Due ore di votazione E’ durata quasi due ore l’assemblea del comitato di indirizzo che mercoledì pomeriggio al secondo piano della sede di corso Tacito ha sancito il nuovo organigramma dell’ente del presidente uscente Mario Fornaci. Iniziata alle 15, alle 17 il nome di Luigi Carlini poteva già essere inserito nella storia della presidenza della Fondazione. Medico legale, 56 anni, Carlini ha avuto ragione per 17 voti a 4 di Antonio Alunni, amministratore di Fucine Umbre e vicepresidente di Confindustria Umbria, classe 1971.
Eletto il consiglio d’amministrazione La votazione del comitato ha portato anche alla nomina dei rappresentanti del consiglio d’amministrazione della fondazione: oltre a Carlini entrano il notaio Vincenzo Clericò, il commercialista Lorenzo Amati, l’avvocato Luigi Filippetti, il dottore Ulrico Dragoni, l’ingegner Nicola Astolfi e il narnese Franco Novelli.
La Camera di Commercio si smarca La vittoria schiacciante di Carlini arriva anche dopo l’ultima uscita della Camera di Commercio di Terni che, proprio alla vigilia del voto, aveva lanciato un attacco alla Fondazione parlando di «non sufficiente rappresentatività per il sistema produttivo locale». «Pur convinti dell’assoluta autonomia della Fondazione – si legge nella nota – non possiamo non rimarcare la non sufficiente rappresentatività che viene ancora una volta riservata al sistema produttivo locale il quale, in realtà, negli anni ha garantito capacità di reddito e risparmio alle famiglie. Risulta infatti di difficile comprensione come si possa pensare che il comitato d’indirizzo della fondazione possa essere composto per la stragrande maggioranza da professionisti in settori quali la sanità o altre libere professioni, sicuramente stimati e rispettati nei propri ambiti di attività ma di certo non profondi conoscitori del sistema produttivo locale. L’auspicio – è il finale – è che nell’immediato i rappresentanti del sistema produttivo presenti oggi all’interno del comitato possano esprimere costruttivamente i propri talenti a servizio della Fondazione e dell’intera città».
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