Fino a mercoledì in Comune ci si poteva andare per sposarsi, ma da giovedì si può fare pure il percorso inverso: si entra da sposati e si esce divorziati.
La legge Negli uffici del servizio ‘anagrafe’, in corso del Popolo, è entrato in funzione il servizio per la separazione consensuale, la richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. La possibilità è prevista dalle legge 162, da poco entrata in vigore: i coniugi possono comparire direttamente davanti all’ufficiale dello stato civile per concludere un accordo di separazione, di divorzio o di modifica delle precedenti condizioni di separazione o di divorzio. E l’assistenza degli avvocati difensori è facoltativa.
I primi Sono già tre le coppie che hanno avviato la procedura, che, spiega il Comune, «non può essere applicata in presenza di figli minori o figli maggiorenni portatori di handicap grave o economicamente non autosufficienti, in ogni caso l’accordo non potrà contenere patti di trasferimento patrimoniale».
La procedura Al fine di promuovere un’adeguata riflessione sulle decisioni da prendere, sono previsti due passaggi dinanzi all’ufficiale di stato civile a distanza di almeno 30 giorni l’uno dall’altro; nel primo i coniugi dichiareranno la concorde volontà di volersi separare o di voler divorziare, nel secondo confermeranno la volontà stessa e si procederà all’iscrizione dell’atto.
Spesa minima L’assessore ai Sevizi Demografici Cristhia Falchetti Ballerani spiega che «già mercoledì prossimo la giunta comunale approverà la norma che fissa il diritto di segreteria in 16 euro e che sarà l’unica spesa da sostenere per questo tipo di separazione».
