Seguici su

Cassonetti per la differenziata

di Francesca Mancosu

Una nuova ‘era’ nella gestione dei rifiuti, con l’estensione della raccolta porta a porta in tutta la provincia di Terni. A prometterla è Carlo Otton e, presidente dell’Asm, dopo la firma del contratto relativo all’affidamento del servizio di raccolta e trasporto con i Comuni del territorio.

Raccolta in crescita Un nuovo inizio, quindi, che segue il trend sostanzialmente positivo della raccolta registrato negli ultimi anni, seppur fra le polemiche. «Nel mese di febbraio – ricorda Ottone – siamo arrivati al 46.6 %, contro il 45 di gennaio, mentre nel porta a porta si arriva al 77-78%. Certo, ci sono criticità in alcune zone, come via Cavour e piazza Clai, e qualche problema di comunicazione con i cittadini stranieri, per i quali abbiamo stilato un opuscolo multilingue. Ma di contro, stiamo lavorando bene con l’Anaci per il posizionamento dei bidoncini condominiali, abbiamo aggiunto un terzo turno per la raccolta nel centro, e stiamo tenendo una serie di incontri nei quartieri per spiegare come si differenzia».

Porta a porta in tutta la provincia L’obiettivo finale è centrare il 65% di raccolta differenziata stabilito dal Governo per il 2020, ma resta ancora da stabilire ‘come’. L’estensione del porta a porta a tutti i comuni della provincia, sarà graduale e realizzato «con modalità – prosegue il presidente Asm – che saranno definite entro 60 giorni: probabilmente dovremo assumere più personale, vedremo se direttamente o appoggiandoci ad esterni».

Premialità, non solo controlli Tanti i dettagli ancora da definire, e tante le criticità sul tavolo. In primis sul versante dei controlli sulla raccolta differenziata, spesso effettuata male da cittadini poco volenterosi, effettuati da operatori dell’Asm insieme a Wwf e Nucleo di vigilanza ambientale del Comune di Terni. «Abbiamo comminato circa 30 multe da gennaio in poi – fanno sapere i vigili – ma crediamo che la soluzione del problema non stia nelle sanzioni. Invece di ‘fare la guardia ai cittadini’, basterebbe invogliarli con delle premialità in bolletta. Inserire dei codici a barre nei sacchetti utilizzati per i rifiuti, in modo che gli operatori possano leggerli, individuare gli utenti, e stabilire con esattezza chi fa la differenziata e chi no, senza costringerci ad aprire i sacchi, incorrendo anche in violazione della privacy, o a pedinare la gente».

Nuovo regolamento Istanze che forse troveranno posto nel nuovo regolamento di igiene, che sarà stilato – e poi approvato dal consiglio comunale – non appena la gestione dei rifiuti targata Asm sarà pienamente operativa, fanno sapere dalla direzione Ambiente del Comune di Terni. Norme che serviranno a rendere uniforme la differenziata, e anche le relative sanzioni in tutto l’ati di riferimento.

Bidoni condominiali Partita ancora aperta sul fronte dello smaltimento dei rifiuti nei condomini con più di quattro utenze, che secondo l’ordinanza comunale del febbraio 2013 sono obbligati ad effettuare la differenziata «tramite bidoni condominiali forniti dall’ Asm ad uso esclusivo degli utenti che fanno parte dell’immobile». Obbligo rispettato da molti, ma non da tutti, come conferma Manlio Alcini, presidente della sezione ternana dell’Anaci (Associazione Nazionale Amministratori di condomini e immobili, ndR). «Dopo le prime difficoltà, c’è una sostanziale adesione dei condomini alla differenziata. Ma molti non vogliono i bidoncini nei propri androni o non hanno lo spazio materiale per posizionarli. Tanti poi continuano a conferire i rifiuti in orari e giorni sbagliati, selezionandoli in modo errato. In qualche caso abbiamo minacciato di chiamare l’Asl, ma di fronte alla minaccia di multe hanno capito».