di Massimo Colonna
«Non servono allarmismi perché la situazione è sotto controllo». A fare il punto della situazione sul caso elettrosmog è direttamente l’assessore all’ambiente del Comune di Terni Emilio Giacchetti, che venerdì mattina ha tenuto una conferenza stampa organizzata dopo la denuncia via web presentata dai consiglieri del M5s sul cartello esposto nel parcheggio della nuova Coop di Gabelletta. Cartello che, citando una normativa, invitata i cittadini a non sostare per più di quattro ore nell’area di sosta proprio a causa dell’elettrodotto che attraversa quell’area. All’incontro era presente anche Thomas De Luca, il consigliere comunale che insieme al capogruppo regionale Andrea Liberati ha sollevato il caso.
La difesa di Giacchetti «Parliamo di un tema – ha spiegato l’assessore sostenuto anche dal dirigente del settore Marco Fattore – che può dare adito ad allarmismi se interpretato in un certo modo. Ma in questo caso non c’è nulla di allarmante, perché la situazione è sotto controllo e nel pieno rispetto delle più recenti normative in fatto di tutela dei cittadini».
La zona sicura L’assessore ha poi subito messo in chiaro che «una piccola parte del parcheggio della Coop si trova all’interno della fascia di rispetto, quella zona cioè in cui secondo le norme ricadono gli effetti della presenza dell’elettrodotto. Ma in questo caso si potrebbero avere effetti soltanto se una persona restasse per quattro ore consecutive in quel posto, come scritto proprio nel cartello. Eventualità alquanto improbabile in un parcheggio. Invece la struttura del centro commerciale è fuori da questa area, quindi nella sicurezza più totale». Giacchetti ha poi sottolineato come «anche negli ultimi giorni mi sono incontrato, come spesso accade, con i rappresentanti del comitato dei residenti di Colleluna ‘No elettrodi’ con cui esiste un canale di aggiornamento costante».
Chi decide gli effetti «Non esistono riscontri scientifici – ha spiegato il dirigente Fattore – che dimostrino una correlazione tra l’esposizione all’elettrosmog e l’insorgere di malattie. Ma al di là di questo, dobbiamo dire che a Terni le rivelazioni dell’Arpa in quanto ad elettrosmog non hanno mai dato riscontri oltre i limiti». A definire le aree di rispetto, quelle cioè in cui la presenza di questi impianti incide, sono proprio i gestori della struttura, in questo caso Terna, su direttive ministeriali. A monitorare poi il rispetto dei valori è l’Arpa.
Scuole e parchi I consiglieri grillini avevano anche alzato l’attenzione sulla presenza di scuole e parchi giochi nelle vicinanze della zona. «La segnalazione con il cartello come nel caso Coop – ha spiegato Fattore – rientra soltanto nelle leggi per le nuove costruzioni, e di fatto non è nemmeno obbligatoria. Per le vecchie realizzazioni, come nel caso dei parchi giochi e della scuola vicina, erano in vigore leggi differenti secondo cui non c’erano restrizioni così forti a livello di segnalazione. Questo non significa però che ci siano rischi per la popolazione, sia perché le normative lavorano sempre sul principio di precauzione, sia perché i controlli Arpa hanno coinvolto anche quelle zone e non è mai emerso nulla di anomalo».
La replica grillina Le risposte dell’assessore non hanno però soddisfatto il consigliere De Luca. «L’assessore – scrive in una nota – dopo averci invitato tramite comunicato alla conferenza stampa, si è rifiutato di rispondere alle nostre domande giudicando inopportuna la nostra presenza. Una mancanza di rispetto e un rifiuto verso il pacifico confronto democratico che riteniamo inaccettabile. Queste le domande che siamo riusciti a porre almeno in parte: Il progetto Coop è stato assoggettato a Valutazione Ambientale Strategica o ci si è fidati delle valutazioni del privato? Il parco pubblico e le aree verdi previste nel piano attuativo, il parco dall’altra parte della strada ricadono nelle aree di rispetto previste? E’ vero che nell’area di rispetto è prevista la costruzione di una struttura sportiva da dare in concessione per 60 anni ad un privato? La situazione di via Luzzatti pensate che sia stata correttamente affrontata? L’affermazione secondo cui non esiste letteratura scientifica che dimostri un nesso di causalità fra esposizione all’elettrosmog e l’insorgenza di patologie tumorali è espressa su un parere tecnico sanitario fornito dalle istituzioni scientifiche o no?».
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