di Francesca Torricelli
Dopo tre anni dal primo intervento, il primo eseguito in Umbria, la chirurgia dei tumori cerebrali a paziente sveglio (awake surgery) è diventata nel reparto di neurochirurgia di Terni, una pratica di routine. Si sta arricchendo, inoltre, di nuovi mezzi che consentono interventi sempre più precisi, grazie all’utilizzo del neuronavigatore.
Awake surgery La chirurgia a paziente sveglio «ha un duplice vantaggio – spiega il dottor Sandro Carletti, direttore della struttura complessa di neurochirurgia e del dipartimento di neuroscienze dell’azienda ospedaliera di Terni – da una parte consente di sottoporre pazienti anziani o con gravi patologie sistemiche, come quelle respiratorie e cardiache, ad interventi neurochirurgici maggiori, evitando le complicanze legate all’anestesia generale. D’altra parte consente di monitorare costantemente le condizioni neurologiche del paziente durante la procedura chirurgica».
Incremento delle attività La struttura di neurochirurgia «nei primi mesi del 2013 – interviene il direttore generale Andrea Casciari – ha registrato un incremento di attività del 30%, rispetto all’anno precedente. Ciò è dovuto all’aumento delle sedute operatorie – da 9 a 12 – alla istituzione del nuovo reparto di neurochirurgia e alla presenza della terapia intensiva post-operatoria». A far la differenza però «è stato il consolidamento di tecniche chirurgiche all’avanguardia, che, praticate in pochi altri centri italiani, richiamano pazienti da tutto il territorio nazionale».
Analgo-sedazione Da alcuni mesi inoltre «utilizziamo un’innovativa tecnica mininvasiva endoscopica – prosegue il dottor Carletti – per il trattamento delle ernie discali lombari. Da marzo 2013 sono stati eseguiti 10 interventi di questo tipo. L’intervento endoscopico ha il vantaggio di poter essere eseguito in analgo-sedazione, cioè con un’innovativa tecnica che permette di mantenere il paziente sveglio durante la procedura chirurgica e di ridurre al minimo il dolore e il disagio post-operatorio per il paziente che può alzarsi a poche ore dall’operazione ed essere dimesso la mattina seguente».
Gli obiettivi Sviluppare sempre più «questa ed altre tecniche innovative sul versante dell’alta specialità – conclude Casciari – resta uno degli obiettivi aziendali, al fine di dare le migliori risposte possibili ai pazienti affetti da patologie neurologiche, porre l’azienda ospedaliera ternana all’avanguardia per livello di prestazioni erogate e aumentare la mobilità attiva, una delle nostre principali risorse. Inoltre la neurochirurgia di Terni è diventata centro didattico-formativo di riferimento nazionale tanto che, con scadenza semestrale, l’azienda ospedaliera di Terni ospita corsi di neurochirurgia mininvasiva neuronavigata a cui partecipano neurochirurghi provenienti da tutta Italia».
