di M. R.
Il Comune di Terni mette una pietra sopra alla dibattuta questione della refezione scolastica: 20 a favore, 5 contrari e 9 astenuti. Questo il bilancio della votazione al dispositivo che impegna il sindaco e la giunta al mantenimento delle cucine dove già presenti; la loro messa a norma; l’inserimento di postille nel capitolato d’appalto che si andrà ad elaborare che preveda l’eliminazione degli sprechi e la preparazione di pasti di qualità; l’utilizzo di commissioni mensa e gruppi di lavoro per monitoraggio sulla gestione del servizio; la rimodulazione delle tariffe a scaglioni Isee e l’elaborazione di una carta dei servizi che garantisca trasparenza rispetto ai dati di sopralluoghi e controlli vari.
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La protesta dei genitori in consiglio a dicembre: video
Caso mense scolastiche Guerra a colpi di fischi, urla e striscioni e momenti ad alta tensione, con Comitati uniti poi divisi e Palazzo Spada sotto tiro per lunghe settimane. Questa la storia durata mesi, e pensare che per la pace bastava un atto di indirizzo. È quello elaborato dalla seconda commissione consiliare presieduta dal consigliere dem Francesco Filipponi che ha fatto tesoro di due proposte, una a firma Michele Pennoni del Pd e una a firma Enrico Melasecche di I love Terni e dei contributi pervenuti al tavolo paritetico.
L’opposizione «Fuffa – commenta stizzita Angelica Trenta del M5s – un atto inutile, frutto di un percorso che ha escluso dalla partecipazione Uil, Usb e Cosec e ridotto a due soli incontri; un documento – ha aggiunto – che viene approvato dopo l’aumento del 15% delle tariffe e che fa riferimento a controlli e trasparenza che avrebbero dovuto caratterizzare il servizio anche in passato ma così non è stato».
I lavori della seconda commissione «Il servizio mensa non è così diffuso in Italia – ha detto nella replica il sindaco – solo il 40% delle scuole ne gode e la regione Umbria è tra le più dotate, Terni in particolare si distingue per la qualità del cibo come è scritto nell’unico studio sulla materia in nostro possesso». Filipponi, per concludere, rivolgendosi alla Trenta: «Abbiamo aperto alla più larga partecipazione e lavorato con serietà al tema. Se il 21 dicembre scorso eravamo in quest’aula col fiato sul collo e i toni aspri dei genitori, oggi siamo qui a mettere un punto sulla vicenda e non c’è nessuno a lamentarsi».
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