domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:05
29 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:42

Mense a Terni, faccia a faccia tra Piacenti e Cosec dopo l’aumento: «Si parli di merito non di politica»

Tavolo aperto a Palazzo Spada, l’assessore: «A volte in questa vicenda superato il limite». I genitori incalzano su prezzi e tempi. Opposizioni all’attacco dopo la delibera

Mense a Terni, faccia a faccia tra Piacenti e Cosec dopo l’aumento: «Si parli di merito non di politica»
Cosec in commissione (foto archivio)

di Massimo Colonna

«E’ un aumento contenuto e legato alla scelta di mantenere un servizio di alta eccellenza: la cifra comunque resta sotto la media nazionale». Prova a tranquillizzare la ventina di genitori, la maggior parte del Cosec, l’assessore al Bilancio Vittorio Piacenti D’Ubaldi, in questi giorni sotto stress per l’approvazione di consuntivo e previsionale e con le tariffe fresche di consiglio comunale. I genitori lo incalzano proprio sulla partita delle tariffe dopo l’approvazione della delibera di giunta giovedì pomeriggio. E intanto anche la politica si muove con le opposizioni che vanno all’attacco.

Il tavolo con il Cosec Una ventina di genitori, la maggior parte del Cosec, il consigliere Pd Francesco Filipponi, l’assessore D’Ubaldi (arrivato con una ventina di minuti di ritardo per una riunione urgente in casa Usi) e poi anche l’assessore alla Scuola Carla Riccardi. Tutti al tavolo di Palazzo Spada per fare il punto dopo il consiglio di ieri che ha sancito un aumento delle tariffe sul fronte mense del 15 per cento.

I genitori incalzano «Siamo ancora costretti a sederci al tavolo – ha spiegato una rappresentante dei genitori – per parlare di numeri, cifre e altro quando ormai le decisioni sono state prese. Non capiamo come mai prima ci dite che la discussione è aperta, che c’è condivisione e poi fate tutto da soli senza ascoltarci». «E’ ovvio – ha replicato Piacenti – che la fase di condivisione, di partecipazione poi deve compiere un passo avanti ed andare nella fase decisionale, perché alla fine qualcuno deve decidere. Questo l’ho già detto e a qualcuno non è piaciuto, ma chi deve prendere le decisioni alla fine, discutibili o meno, siamo noi amministratori».

Il problema dei tempi «Sul discorso dei tempi – ha proseguito l’assessore – la questione delle tariffe doveva essere fissata entro il 30 aprile, per legge nazionale. Esistono alla fine delle leggi che devono essere rispettate. E più in là rispetto a questa scadenza non si poteva andare».

Troppa politica Poi il dibattito si è acceso sulla politica. L’assessore D’Ubaldi ha tirato le orecchie ai genitori: «A volte la discussione in questa sede ha preso troppi connotati politici. Il che è legittimo, ci mancherebbe, ma a volte si è parlato troppo di politica e poco del merito. Questa è una mia opinione«. E ai genitori che chiedevano spiegazioni D’Ubaldi ha replicato: «Un gruppo di opposizione ha presentato una quarantina di emendamenti al Dup e sopra le cartelle c’era scritto ‘Cosec’. Mi sembra un passaggio abbastanza chiaro». Il riferimento è al Movimento Cinque Stelle che durante la discussione sul Documento Unico di Programmazione economica ha firmato diversi emendamenti riprendendo le richieste del comitato dei genitori.

Movimento Cinque Stelle Le opposizioni intanto vanno all’attacco. «Nel contesto drammatico di una città abbandonata a se stessa – scrive Angelica Trenta proprio del Movimento Cinque Stelle in una nota – i consiglieri del Pd e delle liste civiche alleate non hanno trovato di meglio da fare che approvare l’aumento del 15 per cento delle tariffe per le quote della refezione scolastica dei bambini delle nostre scuole, andando così a pesare su chi è già in sofferenza. Questo aumento vertiginoso e lineare è stato deciso unilateralmente da una giunta che agisce in solitaria attraverso scelte mai poste all’ordine del giorno. Il tutto senza che ad oggi l’assessore al Bilancio abbia fornito la documentazione. Il tutto succede nel più torbido dei conflitti di interesse e di una evidente questione morale in cui le stesse società e cooperative che detengono gli appalti e le esternalizzazioni dei servizi sono le stesse da cui il signor sindaco Leopoldo Di Girolamo si faceva finanziare la campagna elettorale delle amministrative 2014. Il tutto mentre lo stesso sindaco firmava la carta anticorruzione di avviso pubblico nella quale si impegnava a non prendere finanziamenti da soggetti con i quali l’amministrazione avesse rapporti di questo tipo».

Forza Italia «Sulle mense il Pd ha dovuto fare un passo indietro». Questa la tesi proposta invece dal consigliere di Forza Italia Stefano Fatale. «Se si è giunti alla formalizzazione di un tavolo concertativo tra le varie parti è proprio perché il Pd ternano ha desistito rispetto alle sue posizioni originarie. Il vero merito è da riconoscere al lavoro dei genitori e a quei partiti, come Forza Italia, e sindacati che li hanno sempre affiancati e sostenuti. Che il Pd sia stato in questi mesi dialogante non ci risulta, anche in considerazione delle parole pronunciate in tempi non sospetti dall’assessore Piacenti D’Ubaldi, un perentorio: ‘Alla fine decido io’. Insomma, il Pd è tornato sui suoi passi dopo una discussione aspra da parte dell’opposizione, dei sindacati e dei genitori.

Fratelli d’Italia «Il peso di politiche di bilancio scellerate perpetrate per decenni inizia a ricadere pesantemente sull’intera collettività», scrive Marco Cecconi, capogruppo di Fratelli d’Italia. «Cade così l’ultima bugia dell’amministrazione Di Girolamo: che si è fatta vanto tante volte di non ricorrere all’inasprimento fiscale, tacendo delle manovre fittizie adottate anno dopo anno per far finta di chiudere in pareggio i conti comunali».

Twitter @tulhaidetto 

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