Teatro Verdi (foto Rosati)

Terni città futura scrive al presidente Renzi che nelle ultime ore ha lanciato bellezza@governo.it, ossia 150 milioni di euro destinate al recupero del patrimonio culturale dimenticato del Paese: «Qui caro Matteo – scrive l’associazione – l’emergenza si chiama Teatro Verdi».

Com’è ora il teatro: fotogallery

Terni città futura scrive a Renzi È una reazione rapida quella che la realtà cittadina riserva all’ultimo provvedimento di Palazzo Chigi che si è proprio rivolto alla cittadinanza chiedendo di segnalare entro il 31 maggio un luogo pubblico da recuperare, ristruttura o reinventare per il bene della collettività. Sulla prevedibile montagna di mail che ormai da un paio di giorni stanno partendo da ogni angolo d’Italia si pronuncerà una commissione costituita ad hoc per selezionare e individuare a quali interventi assegnare le risorse. A tentare di convincere il governo a investire sul recupero del Teatro Verdi è stata Terni città futura, che come molti ora attende il relativo decreto la cui emanazione è stata annunciata per il 10 agosto.

«Qui l’emergenza culturale è il Teatro Verdi» Nel dettaglio, l’associazione ha scritto a Renzi spiegando come il Verdi «sia chiuso e inagibile ormai dal 2008 per problematiche legate sia alle manutenzioni che alle nuove norme sul pubblico spettacolo. La perdita di un teatro – si legge nel documento – rappresenta certamente una sconfitta per la cultura e per la vita pubblica di una città, dal momento che ne costituisce un luogo fondamentale». Dopo una sintesi sulla storia, dall’inaugurazione del 1849 ai bombardamenti della seconda guerra mondiale fino alla gestione dei privati e alla chiusura, Terni città futura arriva al dunque della missiva: «La rinascita del Verdi richiede uno sforzo economico notevole per le casse locali, una stima valuta che mancano ancora risorse per almeno 10 milioni di euro e attualmente siamo in una situazione di stallo totale, nonostante la ricerca di sponsorizzazioni private e il prossimo lancio dell’art-bonus». E la speranza è che la misura praticamente ribattezzata bellezza@governo.it possa sbloccare l’impasse.

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