Il centro storico e la sua ‘gestione’ continuano a far discutere. Dopo l’iniziativa di Forza Italia in consiglio comunale, arriva a stretto giro la presa di posizione dell’associazione che, tanto per non lasciare adito a dubbi, ha scelto come nome ‘Vivere il centro storico’.
Forza Italia Il gruppo consiliare aveva presentato un ‘atto di indirizzo’ «alla luce della decisione poco utile e molto fastidiosa di imporre il blocco del traffico e per affrontare i vari problemi che contraddistinguono il centro storico di Terni, che stanno determinando una serie di tensioni e diffidenze tra residenti e commercianti, che devono essere risolte». Nel documento si chiedeva di «avviare la sperimentazione di un’apertura della Ztl dalle ore 18.30 alle ore 07.00, ma senza possibilità di parcheggiare per i non residenti e chiaramente senza possibilità di passare in Apu; di aggiornare, anche al fine di diminuire la mobilità veicolare, il piano del traffico e realizzare – con il contributo dei privati, attraverso la leva del rapporto pubblico-privato – un maggiore numero di parcheggi e la costruzione di zone di parcheggio a tempo per consentire solo la breve sosta all’interno della ZTL; di ridisegnare l’area pedonale per renderla effettiva».
Gli orari L’associazione ‘Vivere il centro storico’ si dice fortemente contraria «alla proposta di sperimentazione dell’apertura della Ztl perché ingannevole. Infatti, dobbiamo rilevare che l’orario proposto dalle 18,30 alle 07,00 inizia in prossimità della chiusura degli esercizi commerciali, esercizi per i quali si richiede l’apertura della Ztl, e coincide con l’orario di apertura dei locali della cosiddetta movida. Noi riteniamo che questo non sia affatto un caso, ma che dietro la finzione di rappresentare le problematiche e le richieste dei commercianti si celi la volontà di alimentare quella movida selvaggia assecondando nei fatti la stessa amministrazione».
La sicurezza Questa «ferma contrarietà riguarda anche le questioni legate alla sicurezza: spegnendo le telecamere della Ztl per tutta la notte si favorirebbe, non solo l’invasione di auto con l’aumento esponenziale del tasso di inquinamento e del rumore, ma anche la sosta selvaggia, i caroselli di macchine con alla guida persone ubriache e i furti nei negozi e nei locali che solitamente avvengono dopo la chiusura dei locali notturni e riscontrati proprio dagli stessi commercianti. Ci stupisce il silenzio delle associazioni dei commercianti di fronte ad una proposta che di fatto non reca nessun beneficio ai loro associati».
Le «tensioni» Secondo ‘Vivere il centro storico, poi, «non è in atto nessuno scontro tra i residenti e i commercianti, né, tantomeno, sono presenti ‘grandi tensioni sociali’: i problemi dei residenti in alcune zone del centro storico nascono da una persistente e cosciente mancanza di controlli da parte dell’amministrazione comunale, che colpevolmente ha fatto aumentare nel tempo una movida selvaggia nella quale i gestori dei locali approfittano per non rispettare nessun tipo di regola o di ordinanza a danno dei diritti e della salute dei residenti».
I vigili L’associazione ‘Vivere il centro storico’, poi, dice di concordare «totalmente sulla proposta di una riorganizzare delle pattuglie di polizia municipale che preveda, la riattivazione immediata del ‘vigile di quartiere’, con un forte coordinamento con le forze di polizia e carabinieri e con i volontari della Protezione civile, che con una adeguata turnazione, soprattutto nelle ore notturne, assicurino un presidio fisico del territorio per una maggiore attenzione al rispetto delle regole di buona convivenza da parte di chi frequenta la movida e rispetto delle regole da parte dei gestori dei locali che normalmente, ancora oggi nonostante i continui regali da parte di assessori a dir poco premurosi, non rispettano».
Crescimbeni Sull’argomento ‘vigili urbani’ interviene anche il consigliere comunale Paolo Crescimbeni (Gm), secondo il quale «la presenza fisica della polizia municipale sul territorio, unitamente alle pattuglie di polizia e carabinieri e ad un sistema di videosorveglianza diffusa, possono dare luogo, nel loro complesso, ad un sistema di sicurezza e prevenzione di comprovata efficacia. In altre sedi abbiamo chiesto coordinamento e scambio di informazioni tra i vari soggetti operanti per la sicurezza del cittadino; con una interrogazione consiliare ho chiesto al sindaco di rendere noti i dati quantitativi relativi alla presenza dei vigili urbani sulla pubblica via, al fine anche di garantire un traffico veicolare fluido e corretto. Pur certi – dice Crescimbeni, che annuncia un’interrogazione al sindaco – che i vigili urbani facciano tutti individualmente il proprio dovere, quello che si vuole sapere è se l’assolvimento di questo dovere viene organizzato e coordinato in modo da rispondere alle effettive esigenze della Città».
