I rappresentanti dei centri giovanili saranno ascoltati in seconda commissione lunedì 21 gennaio. E’ l’ultima novità che emerge dalla questione dei punti di aggregazione, alcuni dei quali saranno chiusi come annunciato dalla giunta del sindaco Leonardo Latini. E intanto sulla vicenda la politica discute.
L’assessore Proietti Sul caso l’assessore alle Politiche Giovanili, Elena Proietti, ha fatto il punto in una nota presentando il bando. «Vogliamo garantire la massima partecipazione nella piena trasparenza, con l’intento di dare pari opportunità a tutti coloro che ne hanno dirittto e che con progetti validi vogliano gestire immobili comunali per attività rivolte ai giovani. Riteniamo infatti che l’obiettivo da raggiungere sia quello di fornire ai giovani e alle loro associazioni l’utilizzo delle strutture pubbliche sulla base di idee progettuali e criteri da valutare oggettivamente e soprattutto attraverso bandi a evidenza pubblica, nel pieno rispetto delle regole e del buon senso, evitando ogni tipo di favoritismo».
La Lega Appoggio alla decisione dell’esecutivo arriva da parte del consigliere regionale e comunale della Lega, Emanuele Fiorini: «Il dissesto economico rappresenta un’eredità pesante lasciata dalla precedente amministrazione, ma è il buonsenso e la voglia di normalità che ci spingono a tagliare i ponti con il passato e cambiare tutto quello che di sbagliato è stato fatto da chi ha sempre avuto una visione limitata della città. Per la prima volta dopo tanti anni non chiederemo a nessuno la tessera di partito, ma solo trasparenza, voglia di partecipare, idee e buona volontà. Regole, trasparenza, partecipazione: chi è contro questi principi è contro la città. Se ne facciano una ragione: la pacchia è finita».
Pd e Senso civico Dall’altra parte del consiglio comunale, i capigruppo di Senso Civico Alessandro Gentiletti e quello del Pd, Francesco Filipponi. «In seconda commissione consiliare ho chiesto che fossero uditi quanto prima i rappresentanti dei centri giovanili che ne hanno fatto richiesta. Alla conferenza dei presidenti di gruppo chiederò la disponibilità di fissare un’audizione altrettanto velocemente, in modo che le istituzioni cittadine siano in condizione di affrontare serenamente la vicenda, senza velleità ideologiche, ma nell’esclusivo interesse di tutta la città». «Il gruppo consigliare del Partito Democratico – scrive Filipponi – ritiene grave la decisione della giunta. La mobilitazione che si sta sviluppando in questi giorni, che condividiamo risulta assolutamente giusta e necessaria. Oltre a condividere l’azione dei ragazzi e delle ragazze ternane, ne attiveremo una nostra per dare risonanza alla necessità di rivedere questa scelta sbagliata. Il superamento di questo modello, semplicemente per mettere sul mercato i beni comunali, rispecchia quanto avvenuto in questi mesi ovvero una concertazione praticamente nulla».
Comitato Piazza Grande A chiedere dialogo sui centri giovanili è anche il comitato ternano a supporto della mozione Zingaretti, Piazza Grande Terni. «L’inaspettata decisione di questa giunta lascia il sospetto che il provvedimento sia stato preso in maniera più che superficiale, non supportato da un’adeguata conoscenza del territorio e delle realtà giovanili, col fine di mostrare un repentino cambiamento, uno qualsiasi, spendibile in maniera propagandistica. L’altra sensazione è che si tratti di mera ripicca politica, tesa all’epurazione di tutte quelle realtà che si ritengono vicine alla precedente amministrazione di centro sinistra. Su questo punto il comitato Piazza Grande Terni vuole chiarire che l’atteggiamento di chiusura di fronte al tema delle politiche giovanili nuoce a tutta la comunità. Vogliamo dunque lanciare un appello al sindaco Latini perché con atto di responsabilità, riveda la delibera e cerchi un dialogo con i centri di aggregazione giovanile».
