Il 25 aprile a Terni (Foto: F. Chiappelli)

di M.T.

La presidente della Regione, Catiuscia Marini, ha preso parte, giovedì mattina, alle celebrazioni organizzate a Terni per il 25 aprile «data simbolo dell’unità nazionale, anche se abbiamo fatto fatica a far sì che tutti gli italiani – ha detto Catiuscia Marini – si ritrovassero uniti in questa festa nazionale. È questa, dunque, una data simbolo della libertà e dell’unità nazionale».

Il ricordo Dopo il ricordo di ciò che significò per l’Italia e per l’Umbria, ed in particolare per la città di Terni, la tragedia della guerra mondiale e successivamente della lotta di liberazione, la presidente Marini ha voluto riferirsi all’attualità affermando che «oggi viviamo sotto altre macerie, quelle della crisi economica, degli effetti sociali di questa crisi, con l’impoverimento delle persone, il senso di frustrazione dei più giovani, del venir meno della fiducia verso lo Stato e le sue Istituzioni. Di fronte a questo scenario, abbiamo il dovere di ripartire dai principi e valori fondanti la nostra Costituzione».

I valori Secondo la presidente «abbiamo bisogno di una nuova rinascita del Paese e della nostra regione che, ritrovando saldi principi e valori, possa contribuire a dare risposte all’urgenza di lavoro, alla voglia di intraprendere, al desiderio di equità e giustizia sociale per una nuova cittadinanza, che sia in grado di rendere sostenibile lo sviluppo, per tramandare beni comuni materiali ed immateriali alle nuove generazioni. Un 25 Aprile, quindi, che interroga non più solo il nostro passato, ma anche i caratteri della democrazia del nostro futuro».

Il futuro Ed a proposito di futuro, Catiuscia Marini ha detto che «la nostra Costituzione è certamente riformabile, non nei suoi principi fondamentali, ma si deve andare ad una riforma costituzionale che superi il bicameralismo perfetto, istituisca la Camera delle Regioni, riduca il numero dei parlamentari e definisca anche una diversa articolazione dei poteri tra presidente ed esecutivo. Ma attraverso un dibattito realmente democratico, pubblico e non certo nelle scorciatoie di un web, piazza virtuale spesso di identità non definibile. Solo così – ha concluso la presidente della Regione – possiamo onorare il 25 Aprile, una ‘memoria consegnata’ ancora da trasmettere».

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