Giorgio Armillei (foto Rosati)

di Noemi Matteucci

Mantova merita il titolo di Capitale della cultura 2016 e Terni non deve disperare, perché la partita 2017 è ancora da giocare. All’indomani della proclamazione della città lombarda al Mibact, Giorgio Armillei, assessore alla Cultura del comune di Terni, tira le somme della prima fase dell’esperienza di candidatura che è valsa tre mesi di lavoro duro e partecipato.

Intervista ad Armillei: video

Complimenti a Mantova In primis, ciò che serve in queste situazioni è il fair play, che a Armillei di certo non manca, anche giustificato da una vittoria «assegnata a Mantova – dice l’assessore – come scelta di grande saggezza da parte della commissione. A caratterizzare la vincitrice 2016 è una generale ‘cantierabilità’ del progetto, a cui già si era lavorato intensamente per candidarsi a Capitale della cultura europea 2015 e un mix tra dotazione di base e idea di crescita: la città ha contato infatti su un patrimonio culturale architettonico e artistico, ma anche sulla cultura come fattore di sviluppo economico e valorizzazione. Un progetto complesso – sottolinea Armillei -,  intelligente e una vittoria meritatissima».

Terni corre per il 2017 Le altre 8 città in gara – Aquileia, Como, Ercolano, Parma, Pisa, Pistoia, Spoleto e Taranto – hanno ciascuna puntato su diversi percorsi che hanno loro permesso di arrivare, insieme a Terni, alle selezionate della short list. «Il programma di Terni – dice Armillei – ha in questo quadro una sua specificità anche rispetto alle città gemelle, una specificità costruita sulle persone, sulla valorizzzazione dei progetti svolti negli ultimi anni, sulla partecipazione dal basso: punti positivi e negativi, per imparare dagli errori per fare sempre meglio. Per questo – aggiunge l’assessore – e per il fatto che la commissione valuta molto la cultura come fattore di sviluppo, mi sento di sperare per il meglio. Agli scettici rispondo che i ternani si sottovalutano e che i gufi avranno sempre meno fiato».

Collaborazione e progressi Comunque vada, il cammino avviato non finirà a gennaio con la proclamazione della Capitale della cultura 2017: il Comune ha infatti intenzione di proseguire il lavoro iniziato con il dossier e la collaborazione con le altre città candidate. «Vogliamo coltivare la vicinanza con le altre realtà per avere confronto e un miglioramento costante, per aprirci a ulteriori relazioni che possono solo avere effetti positivi  – ha spiegato Armillei -: a questo proposito, abbiamo già in programma incontri con l’assessore alla Cultura di Parma, oltre a collaborazioni già previste con Spoleto e con le altre candidate».

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