Cambia lo scenario per il bypass della strada statale 209 della Cascata delle Marmore: le risorse infatti sono passate dalla Regione al Ministero, fattore questo che rischia di allungare i tempi per la realizzazione della bretella. Se ne è parlato nell’ultima seduta dell’assemblea legislativa dell’Umbria, dedicata alla discussione delle interrogazioni a risposta immediata. Sul tavolo le richieste dei consiglieri Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), relative alle «gravi carenze infrastrutturali nel Ternano, come la superstrada Terni-Spoleto, il bypass della strada statale 209 della Cascata delle Marmore, lo svincolo Flaminia ex Terni-Rieti, il raddoppio ferroviario Terni-Spoleto e l’adeguamento infrastrutturale, energetico e sismico dell’Ospedale di Terni».
La strada in questione Illustrando l’atto ispettivo, Liberati ha ricordato che «l’Umbria sud è ferma come investimenti infrastrutturali» e ha chiesto di sapere «dove siano stati dirottati i fondi assicurati per il progetto esecutivo del bypass stradale della strada della Cascata delle Marmore e come e quando verrà riqualificata la Terni-Spoleto, tratta della Flaminia ancora a due corsie, con evidenti problemi strutturali, amplificati non solo in inverno dalla quota di valico e dalla vetustà dei materiali». Liberati si è soffermato sulla Cascata, «un sito fondamentale che è sotto attacco, visto che c’è un assalto degli automobilisti con 400mila turisti paganti all’anno. C’era stata l’idea del bypass con una galleria che, a seconda dei progetti, variava da 1,8 km a 5 km. Un’idea che era stata assicurata nel 2004 attraverso un protocollo d’intesa tra Regione, Comune e Provincia di Terni, per 28milioni di euro. Un’idea che, se realizzate, avrebbero valorizzato il turismo nel Ternano e in Umbria, tutelando il preziosissimo sito delle Marmore».
La replica L’assessore Giuseppe Chianella ha risposto spiegando che «non è vero che i fondi per il bypass delle Marmore sono stati dirottati altrove perché il decreto Tremonti del 2010 ha cambiato lo scenario. Infatti ora le risorse sono di competenza statale, in quanto si tratta di opere di interesse statale, e il progetto per la SS 209 non è stato finanziato dal 2011 per effetto della finanziaria del 2010 del ministro Tremonti, che ha tolto alle Regioni risorse per 4miliardi nel 2010, e oltre 4miliardi e mezzo, sia nel 2011 che nel 2012. Per l’Umbria tale taglio ammontava annualmente a circa 35milioni per la manutenzione ordinaria delle strade. Inoltre il tratto della 209 di circa 29 chilometri di innesto con la statale 79 bis è tornato anch’esso nella competenza statale a seguito del trasferimento ad Anas di alcuni tratti di viabilità regionale. Pertanto, il rilancio di un progetto di questo tipo, lodevole, potrà trovare soddisfazione attraverso l’inclusione del progetto stesso all’interno del contratto di programma Anas-Mit relativo al piano pluriennale investimenti 2016-2020. Potremmo anche operare insieme se vogliamo dare un impulso a questa ipotesi che è interessante. Anche la riqualificazione della Flamina Terni-Spoleto può essere ricompreso in questo programma. A suo tempo era stata ipotizzata la possibilità di avviare un primo stralcio dei lavori di miglioramento dell’attuale tracciato su cui è stato già sviluppato uno studio di fattibilità».
Variante di Acquasparta Durante la discussione si è parlato anche dello «stato di attuazione del protocollo d’intesa, sottoscritto nel 2014, tra Regione Umbria, Provincia di Terni, Comuni di Acquasparta, Montecastrilli ed Avigliano umbro, per il completamento della variante di Acquasparta e la sistemazione della viabilità, anche ciclo-pedonale, in corrispondenza dell’innesto fra la provinciale 81 di Camporotondo e la provinciale n.9 Tuderte–Amerina», su proposta del consigliere Silvano Rometti (Ser). Si tratta di un’opera già iniziata per cui va completato il tratto tra la Tiberina e Il Colle. Il capogruppo socialista ha poi evidenziato che «la variante di Acquasparta e la rotatoria prevista sarebbero entrate a far parte del demanio stradale della Provincia di Terni, che si sarebbe fatta carico della manutenzione delle opere, mentre al Comune di Montecastrilli spetterebbe la manutenzione del percorso ciclopedonale dalla rotatoria fino all’intersezione con via Goito».
Il protocollo Nella sua risposta l’assessore Chianella ha risposto che «la variante viene discussa dal 2007 e solo nel 2014 è stato firmato il protocollo di intesa. Il primo tratto è stato realizzato da Anas. L’opera punta a decongestionare il centro di Casteltodino, in cui transitano mezzi pesanti, ma la situazione è cambiata perché i mezzi dell’azienda Fbm sono diminuiti a causa della crisi dell’edilizia con conseguente riduzione degli organici. Ciò ha prodotto una diminuzione della pressione veicolare. Inoltre i Comuni e la Provincia hanno deviato il traffico in modo da permettere ai mezzi pesanti di affrontare meglio e con minori disagi quel percorso. Stiamo verificando se è possibile attingere a finanziamenti regionali e se ci sono possibilità di completare la variante».
