Le multe esibite durante una protesta anti-autovelox

di Fabio Toni

Bocciatura all’orizzonte per il discusso autovelox di viale dello Stadio, a Terni. Nella perizia tecnica svolta dalla polizia stradale di Terni, su richiesta della prefettura, sarebbero emersi difetti tecnici delle apparecchiature e il mancato rispetto delle direttive imposte dalla normativa Maroni. La perizia era stata chiesta dallo stesso prefetto di Terni, Vittorio Saladino, dopo i ricorsi presentati da circa 40 automobilisti «pizzicati» dall’autovelox. In particolare uno di loro, il cui ricorso è stato già accolto nei mesi scorsi, aveva lamentato la carenza di segnaletica in prossimità dell’apparecchiatura per il controllo della velocità.

Possibili altri ricorsi I rilievi tecnici ad opera della Stradale gli hanno dato ragione, mettendo in luce anche il mancato rispetto delle normative sulla sicurezza stradale: dal tasso di incidentalità necessario per installare strumenti di questo tipo, fino al grado di pericolosità dell’arteria stradale. A questo punto la prefettura potrebbe accogliere tutti i ricorsi presentati fin qui. È facile prevedere che molti altri cittadini possano opporsi alle sanzioni, inondando di richieste gli uffici del palazzo del Governo. Basti pensare che dalla sua installazione, l’autovelox incriminato ha elevato oltre 30 mila multe. Una buona notizia per tutti i multati e una grana in più per il comune di Terni che, pur aggiustando il tiro, aveva sempre difeso la legittimità dello strumento e la sua piena rispondenza al codice della strada.

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