di Massimo Colonna  

«Al termine della prima vista della Commissione Ecomafie è stato divulgato un messaggio sbagliato sul nostro lavoro all’interno di Ast: cioè che non riusciamo a controllare tutti i punti di emissione perché non abbiamo abbastanza personale. Non è vero: Arpa porta avanti le verifiche stabilite dall’Aia, che non coprono tutti i 130 camini ma la parte che è ritenuta più rappresentativa per campionare efficacemente le emissioni». Donatella Bartoli, direttore del Laboratorio multisito di Arpa Umbria, fa il punto della situazione sul lavoro portato avanti in città e non solo da parte dell’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale, in questi giorni finita spesso al centro delle cronache anche politiche. Accanto a lei in conferenza stampa Sabrina Socci, direttore amministrativo regionale Arpa.

I controlli La dottoressa Bartoli parte da quanto emerso dalla Commissione Ecomafie, che ha sottolineato come durante l’audizione della stessa Bartoli sia emerso come l’agenzia controlli solo dieci camini Ast su 130 operativi per via della mancanza di personale. «Uno scenario che non risponde a verità e che non ho mai sostenuto – spiega la Bartoli – perché Arpa segue ovviamente le indicazioni dell’Autorizzazione Integrata Ambientale che prevedono il controllo, da parte nostra, della parte dei camini ritenuti più utili a un efficace campionamento. Il resto dei punti di emissione comunque deve essere controllato dalla azienda. Quindi, Arpa non controlla tutti i 130 camini, cosa che fa invece Ast, ma solo una parte, ma non perché non ha personale a disposizione ma perché lo prevede l’Aia».

Il personale E in questi giorni Arpa è finita al centro anche di interventi politici per via di un progetto regionale che prevede un cambiamento degli assetti regionali. «Il disegno di legge regionale – spiega la Socci – a livello concreto non cambierà nulla per i dipartimenti di Perugia e di Terni. Semmai ci sarà una differenza rispetto ad ora con un direttore generale regionale e due dirigenti con più poteri sul territorio. Ma in concreto poco cambia». Sul tavolo anche i numeri dei dipendenti. «Arpa – prosegue la Socci – come tutte le altre agenzie pubbliche, soffre per i blocchi del turnover degli ultimi anni. Non stiamo parlando quindi di una mala gestione del personale, ma delle necessità di far fronte alla minore disponibilità di dipendenti, come avviene anche in altri settori della pubblica amministrazione. Comunque con lo sblocco del turnover del 2019 puntiamo a raddoppiare le unità di personale su Terni entro due anni, partendo dai sette tecnici attuali». Arpa ha presentato alla Regione un piano di fabbisogno di personale, che dovrà essere approvato, con 26 nuove assunzioni. Al momento la dotazione organica complessiva sarebbe di 227 lavoratori, ad oggi Arpa può contare però su 195 in organico e di questi 170 operativi. Su Terni sono sette i tecnici, di cui uno, l’assessore comunale Benedetta Salvati, in aspettativa. Il primo aprile intanto arriverà un nuovo ingresso tramite l’istituzione del comando con la Provincia, mentre entro il 2019 ne entreranno altri 3.

@tulhaidetto  

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.