di Noemi Matteucci
Il prossimo 30 giugno scadrà il termine per l’iscrizione dei bambini agli asili nido comunali. A Terni, i posti per gli iscritti ci sono, ma è il personale che desta preoccupazione all’amministrazione, visto che ammontano a quattro le unità che verranno a mancare nel giro di pochi mesi.
Spending review e assunzioni Nell’attuale fase di spending review, il Comune si trova a dover gestire al meglio le proprie risorse di personale per gli asili, risorse che però sono in calo. Terni non è fra i comuni considerati virtuosi, poiché ottempera ai pagamenti con una media di 213 giorni, contro i 60 e 90 giorni di altre realtà più positive e, per questo motivo, non è consentito effettuare nuove assunzioni. «È dunque necessario – spiega l’assessore all’Istruzione, Carla Riccardi- ottimizzare gli insegnanti e le sedi a nostra disposizione e trovare un sistema per non chiudere i sei nidi comunali».
Ricollocazione del personale Il modo per risolvere, almeno al momento, la situazione del personale, è cercare di ricollocarlo anche da una sede all’altra per soddisfare le esigenze dei vari nidi. «A questo proposito – aggiunge l’assessore – ho appena avuto una riunione fiume con la dirigente dei servizi scolastici, nel corso della quale siamo giunte a diverse possibilità di riorganizzazione, come una piccola riduzione dell’orario di scuola, potenziando i laboratori, e la diminuzione del numero dei posti a disposizione per i lattanti (3-12 mesi), con l’aumento dei posti per i divezzi (12-36 mesi)». Come ricorda l’assessore, infatti, in passato la richiesta per i lattanti era molto alta, mentre adesso i divezzi sono in numero maggiore. «Inoltre –sottolinea la Riccardi – rientra nella logica di questa riorganizzazione anche il numero di bambini assegnati a ogni operatrice, che è più basso per i lattanti rispetto ai divezzi, e la caratteristica strutturale della scuola, diversa perché per divezzi non è necessario avere una cucina».
I posti e gli iscritti Rispetto alla questione già posta in precedenza, sulla stipula di convenzioni con i privati in caso di soprannumero nei nidi comunali, la Riccardi è piuttosto tranquilla: «L’intervento – dice – era stato previsto se le strutture comunali non fossero state sufficienti. Al momento, però, siamo in presenza di 212 richieste su un totale di 223 posti disponibili nei nidi comunali. Se dobbiamo fare spending review, così sia: evitiamo spese ulteriori per contributi esterni e cerchiamo di efficientare ciò che di pubblico è a disposizione, mantenendo lo stesso numero di asili nido e una qualità elevata dell’offerta, per evitare che i genitori siano obbligati a iscrivere i bambini nelle strutture private».
