di Lorenzo Pulcioni
È scontro tra il Partito Democratico di Terni e l’assessore ai Lavori Pubblici del Comune, Enrico Melasecche, per la cosiddetta ‘tassa sui defunti’ nei 16 cimiteri comunali. La delibera di giunta porta la data dello scorso 5 giugno, ma la polemica si sta accendendo in questi giorni a seguito delle segnalazioni di alcuni cittadini, preoccupati dagli avvisi affissi nei cimiteri.
Le concessioni gratuite della giunta Raffaelli Chi aveva stipulato nel periodo 1976-1979 con il Comune di Terni concessioni cimiteriali trentennali (1224 solo nel cimitero centrale) dovrà ora pagare il rinnovo nel periodo 2009-2029. «La delibera 160 del 5 giugno 2019 – spiega il capogruppo del Pd in consiglio comunale, Francesco Filipponi – ha revocato la decisione presa dalla giunta Raffaelli del 2009 sul rinnovo gratuito per altri vent’anni, quindi fino al 2029, per rendere omogenea la durata a 50 anni come per le concessioni stipulate in seguito. Si tratta di 1224 concessioni per il cimitero centrale, senza contare quelle degli altri cimiteri comunali le cui stime sono in corso ma crediamo ce ne potrebbero essere molte di più. Se non puoi pagare, i resti mortuari finiscono nell’ossario e di fatto liberano il posto per un’altra tumulazione. Chi ha già saldato per potersi assicurare un loculo tra il 1976 e il 1979 ora dovrà versare un nuovo compenso» conclude Filipponi.
La tassa sui defunti per il dissesto 2018 Nella delibera dello scorso giugno è inserita invece la riduzione del 20% della commissione cimiteriale sul prezzo previsto. In media si parla di un esborso di 2.906 euro a loculo per quelli compresi tra la prima (che costa di più, fino a 4.000 euro) e la quarta fila. Chi allora aveva beneficiato del rinnovo gratuito ora dovrà pagare. Una stima approssimativa fatta a ribasso su 2.000 loculi totali porterebbe il Comune all’incasso di circa 6 milioni di euro. Una situazione emersa già all’indomani del dissesto tra gennaio e febbraio 2018 e già allora l’attuale assessore ai Lavori Pubblici, Enrico Melasecche, si rese conto della situazione: «Il Comune si appresta a drenare per fare cassa 8 milioni di euro dalle tasche di 5.000 famiglie per consentire il rinnovo delle concessioni rilasciate 40 anni fa – scrisse Melasecche in un articolo del febbraio 2018 pubblicato sulla pagina Facebook del Pd Terni – una speculazione del caro estinto che provocherà forti proteste».
La replica di Melasecche Ma oggi Melasecche bolla le accuse come ‘bugie e speculazioni’ e parla invece di ‘riorganizzazione complessiva’ del servizio: «In passato era stato deciso di fare due pesi e due misure – la replica – chi stava utilizzando i loculi era stato beneficiato di una proroga di 20 anni gratuitamente, mentre tutti gli altri pagano regolarmente per tutta la durata cinquantennale, una decisione contraria alla legge ed al buon senso. Si tratta di una riorganizzazione complessiva del servizio, dopo decenni di abbandono, informatizzando gradualmente gli archivi gestiti finora a mano con ritardi ed errori, ridando efficienza e risposte più puntuali ai cittadini. Certo, nella carenza pesantissima di personale, con le risorse introitate dalla cessione di loculi e cappelle dirottate per far quadrare i bilanci dissestati e in disavanzo, nella emergenza continua, non è facile riportare il settore cimiteri alla decenza manutentiva, alla funzionalità amministrativa e ad una programmazione intelligente».
