Dai criteri di nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie alla tassa sulle bevande, dalle multe per chi vende sigarette ai minorenni fino al divieto di installare videopoker vicino ad alcune strutture come chiese o scuole. E’ fatto di 27 articoli il decreto che affronta molti temi caldi della sanità che il ministro Renato Balduzzi, dopo le limature in corso in queste ore, porterà in Consiglio dei ministri venerdì. Mercoledì invece il ministro farà il punto con le Regioni alle quali è lasciato spazio per eventuali emendamenti. Uno dei provvedimenti che fa più discutere dell’ultima bozza del «Decretone» circolata lunedì è quella che prevede la tassa sulle bibite analcoliche e sui superalcolici. «e’ introdotto per tre anni – si legge nella bozza – un contributo straordinario a carico dei produttori di bevande analcoliche con zuccheri aggiunti e con edulcoranti, in ragione di 7,16 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato, nonché a carico di produttori di superalcolici in ragione di 50 euro per ogni 100 litri immessi sul mercato». Il ricavato sarà destinato «al finanziamento dell’adeguamento dei livelli essenziali di assistenza».
Stretta sul tabacco Dopo Bacco, la stretta c’è anche sul tabacco: multe fino a mille euro infatti, che diventano duemila in caso di recidiva (con sospensione della licenza per tre mesi), per chi vende sigarette a minori di 18 anni. Il decreto affronta anche il tema dei videopoker: slot machine e videopoker dovranno infatti essere lontano dalle scuole di qualsiasi grado, almeno 500 metri, e anche dai centri giovanili o da istituti frequentati principalmente da giovani. Divieto che vale anche per «strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o socio assistenziale, luoghi di culto». Misure che la federazione dei pubblici esercizi di Confcommercio giudica «perfettamente inutili». «Condividiamo in pieno – è scritto in una noa – le preoccupazioni del ministro della Salute Balduzzi sulle ludopatie, ma le misure annunciate che servirebbero a contrastarle non ci convincono per niente. E’ perfettamente inutile – continua -, sia perché chi vuol giocare si sposta facilmente, sia perché il gioco è già vietato a coloro che frequentano le scuole in quanto, di norma, minorenni».
Nomine Un capitolo importante è quello relativo alla maggior «trasparenza» nelle nomine dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale. Saranno le regioni a prevedere le nomine «garantendo adeguate misure di pubblicità dei bandi, delle nomine e dei curricula, di trasparenza nella valutazione degli aspiranti». Aspiranti che dovranno avere «un diploma di laurea magistrale e adeguata esperienza dirigenziale, almeno quinquennale nel campo delle strutture sanitarie e settennale negli altri settori, con autonomia gestionale e con diretta responsabilità delle risorse umane, tecniche o finanziarie«. L’età anagrafica non dovrà essere superiore a 65 anni alla data della nomina. Nella maggior parte dei casi si tratta di criteri che la giunta regionale umbra ha recepito nella recente riforma dei criteri di nomina, ma è possibile che alla normativa, in seguito all’approvazione del decreto, vadano apportate ulteriori modifiche.
Lea e Fse Uno degli articoli della bozza prevede l’aggiornamento dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) in particolare per quanto riguarda le «persone affette da malattie croniche, da malattie rare, nonché da dipendenza da gioco d’azzardo patologico». Il tutto «al fine di assicurare il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze». Entro 90 giorni dalla conversione del decreto legge poi sarà un decreto del ministero della Salute, di concerto con i ministeri dell’Economia e della Pubblica amministrazione, a stabilire «i contenuti del Fascicolo sanitario elettronico (che dovrà essere istituito da Regioni e Province, ndr), le garanzie e le misure di sicurezza da adottare nel trattamento dei dati personali nel rispetto dei diritti dell’assistito».

