di Daniele Bovi
«Svegliati Perugia, svegliati Umbria». Erano centinaia le persone che sabato pomeriggio si sono ritrovate in piazza Italia per chiedere «diritti civili per tutti i cittadini». Alla mobilitazione nazionale indetta dal mondo Lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit) in più di 100 piazze del paese hanno aderito, per quanto riguarda Perugia, oltre 40 associazioni: dai partiti, come Prc, Radicali Sel e Pd con le rispettive organizzazioni giovanili alla Rete degli studenti medi, dall’Udu all’Agedo (l’Associazione genitori di omosessuali), dall’Omphalos di Perugia a Esedomani Terni. Un lungo e pacifico corteo che si è snodato da piazza Italia lungo corso Vannucci fino a piazza IV Novembre dove in tanti hanno preso la parola per raccontare la propria esperienza e dare il proprio sostegno alla lotta per i diritti civili e al ddl Cirinnà (per molti «un compromesso») che tra pochi giorni arriverà in parlamento. Un drappo arcobaleno al termine del corteo è stato srotolato lungo le scale del duomo.
FOTOGALLERY: LA MANIFESTAZIONE
La piazza Nelle due piazze e lungo corso Vannucci ci sono soprattutto giovani e coppie, ma anche bambini e quelli che sulle spalle hanno decenni di lotta per i diritti civili e che, come spiega una signora, sentono vicino «il traguardo», ovvero il sì al ddl Cirinnà. Un disegno di legge che buona parte della piazza giudica come un compromesso, comunque utile, sulla strada dell’uguaglianza. Una pausa il corteo la fa di fronte a palazzo dei Priori, sede del Comune di Perugia, dove i manifestanti al grido di «scendi giù manifesta pure tu» chiedono al sindaco di partecipare. Un’assenza, quella di Andrea Romizi, che in molti sottolineano. Mischiati tra la folla ci sono alcuni esponenti Pd, come la presidente Catiuscia Marini, il segretario Giacomo Leonelli, parlamentari come Valeria Cardinali, consiglieri comunali e regionali. L’unico volto avvistato della maggioranza di centrodestra che governa Perugia è Massimo Perari, capogruppo di Forza Italia.
Bandiere e genitori Tra le tante bandiere che danno colore a un sabato pomeriggio altrimenti grigio e gelido, c’è anche quella bianca e blu dell’Agedo. Una portavoce, una mamma, chiama tutti i genitori che hanno figli omosessuali a scendere in piazza «per difendere i diritti di tutti noi, altrimenti non c’è più dignità e rispetto. Cari genitori che siete rimasti a casa, che purtroppo ancora non ce la fate a scendere in piazza state vicino alla nostra gioventù perché sono loro il nostro futuro». Protagoniste del pomeriggio sono anche le cosiddette «famiglie arcobaleno», e così è una madre a raccontare che crescere dei figli insieme a un’altra donna si può, e che è proprio verso i diritti dei più piccoli che bisogna prestare attenzione: «Ormai – dice – ci sono tante ricerche in cui si spiega che due donne possono crescere dei figli, ma a confortarci di più è il sorriso di nostro figlio».
In ritardo «Siamo felici – spiega poi uno dei promotori della manifestazione – che associazioni e politici siano con noi; dispiace invece che non ci sia chi dovrebbe rappresentarci tutti, e di questo ce ne ricorderemo, anche quando si dovrà votare». Uno dei bersagli del pomeriggio è anche il «benaltrismo», ovvero coloro secondo i quali le unioni civili non devono essere una priorità del dibattito pubblico: «Hanno ragione – dicono – non era questo il momento perché tutto ciò andava fatto 20 fa». «È una battaglia di civiltà – ha detto invece in mattinata Catiuscia Marini nello spiegare perché avrebbe partecipato – contro l’omofobia e per sensibilizzare la comunità affinché, anche nel nostro paese, diventi effettivo il principio di uguaglianza sancito dalla nostra Costituzione. Spero che il ddl venga approvato in tempi brevi».
Twitter @DanieleBovi

A me sembravano molti di piu’
prima di loro (con tutto rispetto) vengono problemi veri e preoccupanti di un paese tecnicamente fallito!!!
siamo tutti italiani tutti paghiamo le tasse e tutti dobbiamo avere giustamente uguali doveri….ma anche diritti!!!