di Daniele Bovi
Solo alla meta, o almeno così pare. A poche ore dal termine ultimo per la presentazione delle candidature, fissato per giovedì alle 13, il rettore uscente dell’Università per stranieri Giovanni Paciullo sembra essere senza avversari. Il 27 ottobre, giorno in cui ci sarà il voto per il nuovo Magnifico, con tutta probabilità sulla scheda ci sarà solo il suo nome. Paciullo mercoledì ha provveduto a depositare la sua candidatura e lunedì, con una conferenza stampa che terrà alle 11 nella Sala Goldoniana di palazzo Gallenga, sede dell’Università, spiegherà qual è il suo progetto e i perché che l’hanno spinto a mandare l’istituzione al voto anticipato.
Il nodo dell’età Il motivo principale è noto: Paciullo per motivi anagrafici non potrebbe candidarsi per un secondo mandato nel 2016, anno nel quale scadrebbe il suo mandato, e così giorni fa ha rotto gli indugi consegnando le sue dimissioni e facendo quindi partire la macchina elettorale. Nel 2019 infatti, cioè quando in teoria sarebbe potuto scadere il suo secondo mandato, Paciullo avrà 71 anni, mentre la legge Gelmini impone che non si può rimanere in carica oltre i 70. Ergo, già nel 2016 il rettore non sarebbe stato candidabile. Lunedì oltre a questo punto Paciullo spiegherà che a spingerlo è stata anche la voglia di portare avanti il programma e presenterà quelle che sono le sue proposte per il secondo mandato.
Un solo nome Sul tavolo probabilmente, a meno che qualcuno non decida di buttarsi nell’avventura all’ultimo secondo, ci saranno solo quelle del rettore uscente. La sua sfidante nel 2013, la professoressa Lidia Cosamagna, non commenta la mossa di Paciullo e sembra essere fuori dalla corsa così come Marco Impagliazzo. Insomma, la strada verso il 2018 per Paciullo sembra spianata ma a palazzo Gallenga, dove le bocche sono cucite specialmente di fronte ai giornalisti, un po’ di malumore c’è. A microfoni rigorosamente spenti alcuni giudicano un po’ affrettata la scelta di Paciullo, altri «una furbata», altri ancora sostengono che l’avrebbe dovuta spiegare in modo approfondito. Insomma un po’ di malcontento a proposito della piega che hanno preso gli eventi nel corso delle ultime settimane c’è.
Al voto il 27 Quanto sia vasto e profondo però, questo è difficile da valutare. Nei giorni scorsi si è parlato, in caso di candidatura unica, della possibilità di votare scheda bianca per mandare un segnale a Paciullo, ma una strategia precisa non c’è. Quello dell’Università per stranieri è un mondo frastagliato, dove contano anche gli interessi particolari dei singoli, ad esempio quelli legati alla carriera; una realtà dove il rettore è presente da lunghissimo tempo, nel corso del quale ha potuto tessere rapporti e raccogliere consensi. Ecco perché per un singolo, magari privo di una rete di appoggio e una volta valutate le forze in campo, la corsa è impresa ardua, specialmente in questo caso dove di tempo per la costruzione di un’alternativa forte ce n’è stato pochissimo. Salvo sorprese dell’ultimo minuto quindi, che possono sempre esserci, Paciullo va alla conta da solo. In palio ci sono i voti di circa 100 persone tra i dipendenti dell’amministrazione, secondo indiscrezioni pronti a riconfermare il rettore, gli ordinari, gli associati, i ricercatori e i docenti di lingua.
Twitter @DanieleBovi

soltanto in questo paese, con la p minuscola, possono essere consentite queste furbate. Potrebbe andare in pensione, con un ricco vitalizio, essendo stato oltre che rettore, ahi noi, anche parlamentare (in Umbria non ce ne siamo accorti) e lasciare così spazio ai giovani. Poi ci lamentiamo che i cervelli fuggono all’estero!