di Chiara Fabrizi
Riaffiora acqua dalla strada di Collerisana. Risale ad alcuni giorni fa la segnalazione della Protezione civile di Spoleto all’Istituto di geofisica e vulcanologia per il rigagnolo che tuttora sgorga nella parte più alta di via De Filippo dove nella stretta strada l’acqua ha trovato più di un varco per emergere in superficie.
Riaffiora acqua fredda dalla strada di Collerisana Sul posto per una verifica preliminare è intervenuto anche un tecnico della multiservizi Vus che ha escluso un guasto dell’acquedotto. Da sabato, però, la fuoriuscita è aumentata tanto che nel terreno adiacente è stato necessario scavare un mini alveo tra gli ulivi, così da evitare allagamenti comunque in parte già avvenuti. L’episodio rimanda al caso di grande interesse del torrente Torbidone di Norcia sparito dopo il sisma del 1979 e riaffiorato a seguito del terremoto del 30 ottobre scorso, con una portata sempre crescente che ha costretto gli uomini del Genio militare a intervenire anche sul fiume Sordo ingrossatisi conseguentemente.
«Ipotesi acqua fredda di circolazione superficiale» Dopo la segnalazione della Protezione civile, è intervenuta in due tempi Fedora Quattrocchi, dirigente tecnologo dell’Ingv nel campo della sismogeochimica, in quei giorni impegnata in città per i campionamenti nei due nuovi pozzi di acqua calda (Colle San Tommaso e Camposalese). A Collerisana l’acqua riaffiorata dall’asfalto è stata prelevata due volte la scorsa settimana per le analisi del caso tuttora in corso, mentre con la strumentazione idonea è stata misurata la temperatura. L’operazione non ha fatto rilevare anomalie termiche, motivo per cui l’ipotesi della Quattrocchi è che si tratti di «acqua fredda di circolazione superficiale legata all’evoluzione del campo di stress superficiale che modifica i circuiti idrogeologici».
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