Va avanti il lavoro del comitato per Spoleto in provincia di Terni che, per giovedì 29 giugno, ha simbolicamente fissato lungo la statale Flaminia la prima assemblea aperta tutti i cittadini, i politici, le associazioni dei comprensori di Spoleto, Terni e provincia, Valnerina e Campello. L’iniziativa ha già incassato il sostegno dell’Unione civica per Terni, ma lunedì mattina il consigliere comunale di opposizione, Enrico Melasecche (lista civica I love Terni) ha depositato un atto di indirizzo per sostenere il riequilibrio territoriale dell’Umbria meridionale. Ma andiamo con ordine.
Prima assemblea Spoleto in provincia di Terni Il primo appuntamento ufficiale per il progetto lanciato dal comitato spoletino è fissate le 19 nella sala riunione del ristorante Zengoni e «sarà occasione per definire – si legge in una nota – le strategie da mettere in atto al fine di difendere gli interessi dell’Umbria del Sud, ma anche costituire i comitati territoriali, spiegare bene come funziona lo strumento del referendum consultivo e organizzare una serie di iniziative sui tutti i territori interessati. L’obiettivo finale non è solo un sano e dignitoso equilibrio fra le due province, di cui se ne parla da troppo tempo, ma un punto di partenza per fare rete trasversalmente intorno ai reali interessi di questo vasto territorio, che guarda in maniera naturale verso il Lazio e la capitale (flaminia docet), mentre a Nord un’altra parte dell’Umbria sta premiando e spostando gli investimenti verso collegamenti infrastrutturali, industriali, turistici e politici con la Toscana, determinando così un ulteriore isolamento del nostro territorio».
Atto di indirizzo in consiglio comunale a Terni Sponde dalla Conca, del resto, ne continuano ad arrivare. E infatti il consigliere Melasecche ha depositato un atto di indirizzo per sostenere il comitato Spoleto in provincia di Terni proprio in ottica riequilibrio territoriale per impegnare il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, «ad attivarsi con sollecitudine per fornire tutto il sostegno della nostra città, morale e politico, con l’intento di rilanciare complessivamente l’Umbria anche in vista del dibattito in corso sulla riorganizzazione dello Stato in Macroregioni, scelta che nei fatti sembra già presa a Perugia senza tenere in minima considerazione quelle che sono le buone ragioni dell’Umbria del Centro-Sud e senza che, al di là di un atto di indirizzo giacente da oltre un anno, vede una calma piatta della politica nella nostra città, nonostante la evidente penalizzazione che deriverebbe da una unione dell’Umbria con la Toscana e con Firenze quale nuovo capoluogo macroregionale a noi lontanissimo».
