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Le Aquile di Spoleto (foto Fabrizi)

di Chiara Fabrizi

«Con l’aiuto della Fondazione Carispo e dell’autocarrozzeria Gori siamo riusciti ad avviare il percorso di ricostituzione del parco mezzi e in particolare a disporre di un fuoristrada Nissan allestito con strumentazione radio e sanitaria». Così Simone Sensi tra i responsabili dell’unità cinofila di soccorso ‘Le Aquile’ che, dopo il discusso addio al Cisom commissariato, ha scelto la strada dell’affiliazione al Sogit (soccorso dell’ordine di San Giovanni Italia) sotto l’egida del quale ha operato dal 24 agosto tra Amatrice e Norcia prestando assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto.

«Richiesto accreditamento Prociv comunale» Anche per questo nei giorni scorsi Le Aquile, con dodici anni di attività alle spalle, sono tornate a presentare istanza al Comune di Spoleto nel tentativo di arrivare alla firma della convenzione necessaria per l’accreditamento al sistema di protezione civile comunale: «Mi auguro – ha detto il vicepresidente del consiglio, Sandro Cretoni – che si possa chiudere la brutta parentesi del 2016 valorizzando una realtà importante del nostro territorio». E in effetti con 35 volontari operativi (molti di più gli iscritti) e quattordici cani addestrati per ricerca scomparsi sia in superficie (come i dispersi nei boschi) che sotto le macerie, Le Aquile rappresentano un punto di riferimento non soltanto per Spoleto ma anche per l’intero comprensorio dove non si contano unità cinofile così attrezzate.

L’aiuto della Fondazione Carispo Le attività del gruppo, nonostante il grande impegno profuso per il terremoto, si sono concentrate anche sulla formazione con un corso di protezione civile a cui hanno partecipato 61 aspiranti volontari, che poi liberamente potranno scegliere a quale gruppo aderire. Accanto a Le Aquile il presidente della Fondazione Carispo, l’avvocato Sergio Zinni: «Finanziare questa tipologia di progetti significa valorizzare la loro mission e pure la nostra che non sempre riusciamo a dare risposte positive alle istanze che arrivano dal territorio molto ricco di associazione e quindi dotato di un grande patrimonio umano a cui come Fondazione continueremo a riservare la giusta attenzione».

@chilodice

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