di Chiara Fabrizi
Arriva una doppia sentenza del Tar che conferma la necessità di demolire i manufatti realizzati dagli anni Sessanta in poi dal Circolo tennis Montarello e dall’Asd Ruzzolone. Nei pronunciamenti del Tribunale amministrativo regionale dunque si ribadisce l’illegittimità di fabbricati, tettoie e campi sportivi realizzati senza autorizzazioni su un’area di proprietà dell’Agenzia del Demanio sottoposta a vincolo idrogeologico per la presenza del Marroggia e del Tessino.
Tempi più lunghi I tempi però sono destinati ad allungarsi perché le sentenze concedono a tecnici e legali ulteriore tempo per tentare di trovare il bandolo della matassa e salvare un’area sportiva in cui orbitano settimanalmente centinaia di appassionati. Il ricorso introduttivo presentato nel 2014 dai legali del Ct Montarello e dell’Asd Ruzzolone è ritenuto «improcedibile» in virtù della procedura di sanatoria attivata dalle stesse società sportive e bocciata l’aprile scorso dal Comune di Spoleto, che ha emesso apposito diniego.
Difetto di interesse In questo senso il collegio dei giudici amministrativi, con presidente Potenza, a latere Fantini e Amovilli, scrive: «É sopravvenuto il difetto di interesse poiché a seguito dell’istanza di sanatoria l’ordinanza di demolizione deve essere sostituita dalla concessione in sanatoria o da un nuovo provvedimento sanzionatorio».
Serve nuova ordinanza L’ente è quindi chiamato a emettere una nuova ordinanza per l’abbattimento di alcuni prefabbricati e tettoie più il campo da tennis e da calcetto. In ogni caso il Tar dell’Umbria nella sentenza depositata il 13 aprile entra nel merito e respinge le contestazioni avanzate dalle due società sportive ritenute «in parte inammissibili e in parte infondate». Per i giudici infatti «le opere insistono in un’area gravata da vincoli ambientali, paesaggistici e idrogeologici e da ciò ne discende l’infondatezza della pretesa azionata per conseguire la sanatoria, essendo la compatibilità paesaggistica presupposto irrinunciabile per il perfezionamento della sanatoria. Peraltro come evidenziato dal Comune, la legge non consente di sanare le opere edilizie che abbiano comportato l’aumento di volumi». I tentativi tecnici e legali per salvare l’area realizzata negli anni Sessanta stanno proseguendo in questi giorni, ma il percorso continua ad apparire impervio. Sempre di fronte ai giudici amministrativi, poi, si sta celebrando anche un terzo e analogo procedimento relativo alla Bocciofila, sempre presente nell’area di Montarello.
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