Le proteste dei terremotati davanti alla Regione

La Regione Umbria è pronta ad anticipare i soldi per l’accensione di un mutuo per la ricostruzione pesante nel Marscianese, per riparare quindi i danni più significativi causati dal terremoto del 15 dicembre 2009. Ma ha bisogno dell’autorizzazione del governo, che al momento manca come mancano i soldi, ma i tecnici del ministero si sono impegnati a verificare la percorribilità di questa strada.

Vertice a Roma La presidente Catiuscia Marini ha partecipato lunedì 17 gennaio a Roma a una riunione con il nuovo capo del dipartimento di protezione civile Franco Gabrielli, cui hanno partecipato rappresentanti del ministero dell’Economia, presenti anche tutti i sindaci dell’area e l’assessore provinciale Roberto Bertini.

Servono certezze Nel suo intervento, la presidente Marini ha sommariamente riepilogato il quadro sia dei danni provocati dal sisma, che delle iniziative già avviate per consentire l’avvio della ricostruzione leggera, grazie alla quale molte famiglie potranno rientrare presto nelle loro abitazioni. «Resta il problema della ricostruzione pesante – ha affermato Marini – ben più vasta ed impegnativa in termini finanziari, che riguarda non solo le abitazioni private, ma anche le attività economiche e gli edifici pubblici, prima di tutti le scuole, alcune delle quali sono completamente inagibili. Per questo occorre dare ai cittadini certezze, soprattutto riguardo alla disponibilità dello Stato a garantire il risarcimento del danno. Resta ferma la disponibilità della Regione Umbria – ha ricordato la presidente – di anticipare le somme necessarie per l’accensione di un mutuo, ovviamente se autorizzato da una norma finanziaria dello Stato».

Ancora verifiche I rappresentanti del ministero dell’Economia hanno manifestato disponibilità a verificare l’ipotesi di un percorso che consenta alla Regione l’attivazione del mutuo per l’anticipazione delle somme necessarie. Su richiesta del capo del Dipartimento Gabrielli, si è quindi convenuto di procedere nell’immediato ad una più attenta verifica dell’effettivo fabbisogno finanziario, grazie ad una rigorosa stima dei danni provocati dal sisma, e definire assieme agli enti locali interessati le priorità degli interventi di ricostruzione.

I soldi mancano In apertura di riunione, Gabrielli aveva sottolineato il diritto di ogni cittadino a vedere riconosciuto il risarcimento del danno per eventi disastrosi. Tuttavia il piatto delle risorse piange, e Gabrielli non lo ha nascosto. «Certamente sono sotto gli occhi di tutti – ha affermato – le gravi difficoltà della finanza pubblica. Così come è chiaro che le decisioni ultime relative alle somme da stanziare competono a Governo e Parlamento».

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