di Chiara Fabrizi
Accelerare l’accordo con la Provincia per potenziare l’organico della polizia municipale con tre agenti della polizia provinciale così da fornire risposte operative alle criticità del Corpo, su cui anche Montefalco ha manifestato forte insofferenza. E una lettera indirizzata al sindaco di Bevagna, Analita Politicchia, per evidenziare il risparmio di circa 30 mila euro annui conseguito dal suo Comune con l’accorpamento del servizio di polizia municipale, ma anche sollecitare «un confronto istituzionale costruttivo» affinché la giunta riconsideri la decisione di uscire dall’Unione deliberata nei giorni scorsi.
Tre agenti dalla polizia provinciale Questo in sintesi l’esito del summit urgente andato in scena venerdì mattina tra i sette sindaci che hanno confermato la volontà di andare avanti con l’esperienza avviata ormai da quattordici anni, anche se soltanto dal 2013 si è iniziato ad associare funzioni e servizi. Sul tavolo, comunque, resta la riserva di Montefalco che continua a valutare l’uscita dalla polizia locale, pur rimanendo all’interno dell’Unione. E anche per questo i sette sindaci, assente la Polticchia di Bevagna che da quattro mesi non partecipa alle sedute, lunedì incontreranno i vertici della Provincia di Perugia per stringere sulla convenzione che in via transitoria comanderebbe tre agenti al Corpo unico di polizia locale dell’Unione, per poi tra un anno perfezionare il trasferimento, aumentando la dotazione da 25 unità (di cui 2 part time) a 28.
Mezzi e dotazioni Altrettanto celermente, emerge dalla seduta presieduta dal sindaco di Massa Martana, Maria Pia Bruscolotti, si conta di recuperare tre mezzi in dotazione agli agenti ma attualmente fuori uso e fermi in officina. In questo senso, il parco auto nel giro di alcune settimane dovrebbe poter contare su otto veicoli, che potrebbero anche essere integrati con mezzi della polizia provinciale. Sul piatto pure la possibilità di acquistare nuove tecnologie per migliorare il controllo del vasto territorio che si estende da Campello sul Clitunno a Massa Martana, come rilevatori di velocità e alcol test. Vengono poi definite da più parti «accettabili» le richieste del sindaco di Montefalco Donatella Tesei, che per l’Agosto montefalchese necessita di una presenza di agenti sul territorio ben più significativa.
Unione dal 2002 ha prodotto economie per 2,8 mln I primi cittadini, dunque, tentano di serrare le fila intorno all’Unione che dal 2002 al 2015 ha generato economie a vantaggio degli otto Comuni per 2,8 milioni di euro, tra questi si segnalano 623 mila euro derivanti dal servizio informatico associato, 303 mila per progetti di sicurezza, 209 mila per le biblioteche e circa 160 mila per la polizia municipale. Numeri che vengono inviati, a mezzo lettera, anche all’amministrazione di Bevagna che con la delibera di giunta per la fuoriuscita ha anche attaccato duro l’Unione: «L’esecutivo con motivazioni pretestuose – scrive la presidente di turno Bruscolotti a nome di tutti i sindaci – conta di sottoporre al consiglio comunale una scelta politica che appare non solo inopportuna ma anche opposta alle recenti normative relative alle macroaree».
La lettera al sindaco di Bevagna Di più: «Piuttosto che sminuire l’azione amministrative dell’Unione sarebbe stato preferibile che la giunta di Bevagna avesse assunto un ruolo propositivo, evitando di disertare ininterrottamente da quattro mesi le sedute». E poi: «Dal punto di vista dell’economicità dei servizi l’allegato con 2.8 milioni di euro generati per effetto della costituzione dell’Unione a beneficio di tutti i Comuni parla chiaro. Più specificatamente il Comune di Bevagna rispetto ai costi del servizio di polizia locale sostenuti nel 2014 ha ottenuto un’economia relativa al secondo semestre 2015 di 15.800 euro, che in proiezione annua si raddoppia e quindi a regime sarà pari a circa 31 mila euro. Rispetto alle critiche su una presunta inadeguatezza dei restanti servizi associati gestiti dall’Unione, si osserva che, seppur migliorabili, risultano comunque rispondenti alle esigenze dei Comuni. Per questo invitiamo il sindaco di Bevagna e rivolgiamo lo stesso appello al presidente del consiglio comunale affinché si riconsideri l’atto di indirizzo in questione attraverso un confronto istituzionale costruttivo».
M5s Trevi: «L’Unione è un carrozzone» Opposto il tiro del M5s di Trevi che in un nota scrive: «Accogliamo con interesse e soddisfazione le dichiarazioni del sindaco di Bevagna riguardo la natura fallimentare dell’Unione; una struttura la cui inutilità è già stata ampiamente illustrata da una relazione della Corte dei Conti, ma che continua a gravare sulle spalle dei cittadini minando, tra l’altro, la tutela e la sicurezza dei territori. Il Corpo unico di polizia locale è il nodo che desta maggiore preoccupazione tra i cittadini che assistono impotenti alla distruzione di una rete di servizi e che tuttavia continuano a pagare lautamente. Al nostro impegno per abbattere il muro eretto dal Pd a difesa di questo ennesimo carrozzone oggi si aggiungono le considerazioni del primo cittadino. Poco importa come i vertici del Pd tenteranno di arginare questi pessimi risultati: la realtà è che essendo frutto di valutazioni oggettive, sarà impossibile impedire che non emerga il profilo inquietante delle ragioni che hanno portato anche il sindaco di Trevi Sperandio ad aderire a un simile, colossale fallimento. Attendiamo dunque il “mea culpa” di Sperandio e della sua giunta anche se non vediamo come potrebbe far dietro front senza dimettersi, dopo aver più volte contestato le nostre infinite battaglie contro l’ingresso nell’unione e, specialmente, nel Corpo unico di polizia locale».
Twitter @chilodice
