di M.T.

Negli ultimi anni il sistema degli Its Academy ha compiuto un salto di qualità in Italia, trainato dagli investimenti messi in campo dal Pnrre da una domanda di competenze tecniche sempre più pressante da parte delle imprese. Secondo gli ultimi dati di Indire, gli iscritti ai percorsi Its in Italia sono cresciuti fino a superare 40mila tra primo e secondo anno, più del triplo rispetto a pochi anni fa, quando oscillavano tra le 12-13mila unità. Anche il numero di percorsi formativi è più che raddoppiato, passando da circa 600-700 a oltre 1.800 attivi in oltre 140 fondazioni distribuite sul territorio nazionale.

La spinta del Pnrr ha quindi portato a un incremento significativo non solo numerico, ma anche qualitativo dell’offerta formativa, con laboratori ad alta tecnologia, corsi costruiti con un forte coinvolgimento delle imprese e un tasso di occupazione post-diploma tra i più elevati nel panorama europeo. In questo contesto si inserisce l’esperienza umbra, che, pur muovendosi in un quadro regionale e dimensionale più contenuto rispetto ad alcune aree tradizionalmente più forti, ha mostrato negli anni segnali di progressiva maturazione e di crescente rilevanza per il tessuto produttivo.

In Umbria il sistema ITS è presente con diverse fondazioni e percorsi che rispondono alle esigenze di settori strategici per l’economia regionale. Tra le aree più dinamiche vi sono quelle della meccatronica, dell’ICT, del turismo esperienziale e della sostenibilità, nonché dei servizi alle imprese e dell’efficienza energetica. Anche se i numeri umbri restano inferiori alla media nazionale in termini assoluti, l’evoluzione mostrata negli ultimi anni attesta una traiettoria di crescita stabile.

Se a livello nazionale gli ITS sono passati da una platea complessiva inferiore alle 15mila persone a oltre 40mila iscritti in meno di tre anni, in Umbria l’incremento percentuale è stato altrettanto significativo, con un raddoppio degli accessi ai percorsi di formazione tecnologica superiore dal 2020 al 2025. Questo trend conferma la crescente attrattività degli ITS anche in una regione di dimensioni medie come l’Umbria, dove la domanda di competenze tecniche specialistiche sta crescendo in parallelo alla trasformazione digitale e alla transizione delle filiere produttive regionali.

Uno dei punti di forza riconosciuti agli ITS Academy è la stretta collaborazione con le imprese, ingrediente che, secondo la letteratura specialistica e i dati nazionali, rappresenta un fattore decisivo per l’occupabilità dei diplomati e la coerenza tra formazione e mondo del lavoro. In Italia il tasso di occupazione dei diplomati ITS supera stabilmente l’80-85%, con punte oltre il 90% in alcune aree tecnologiche come la meccatronica e le nuove tecnologie della vita. Anche in Umbria, sulla base dei monitoraggi regionali più recenti, gli allievi usciti dai percorsi ITS trovano occupazione entro un anno dal diploma in percentuali comparabili, in particolare nei settori della meccanica avanzata, dell’automazione e dei servizi digitali.

La componente laboratoriale, sostenuta dai fondi Pnrr, ha portato allo sviluppo di spazi attrezzati con tecnologie 4.0 anche in Umbria, favorendo un avvicinamento delle competenze degli studenti a quelle richieste dalle imprese locali. Tale dotazione ha contribuito a rafforzare l’attrattività dei percorsi e a ridurre quel gap tra formazione e lavoro che da anni rappresentava un freno allo sviluppo delle competenze tecniche nel centro Italia.

Nonostante i progressi, l’esperienza umbra mette in evidenza alcune criticità che meritano attenzione se si vuole consolidare il ruolo degli ITS nel sistema formativo regionale. A differenza di regioni più grandi e con un tessuto industriale più strutturato, l’Umbria fa i conti con una minore densità di imprese di grandi dimensioni e con un mercato del lavoro che, pur crescendo nei segmenti delle tecnologie digitali e dell’innovazione, resta caratterizzato da una prevalenza di micro e piccole imprese. Questo implica che l’ITS non può essere l’unico canale di formazione professionalizzante, ma deve integrarsi con altri percorsi di apprendimento e politiche attive del lavoro per massimizzare l’impatto occupazionale.

La legge di bilancio 2025 ha introdotto novità significative anche sul fronte del riconoscimento dei titoli ITS: i diplomi ora sono riscattabili ai fini pensionistici e le borse di studio godono dell’esenzione Irpef, misure che, pur essendo di livello nazionale, possono favorire un ulteriore incremento delle iscrizioni anche nelle regioni come l’Umbria dove la cultura della formazione tecnica superiore era meno radicata. Inoltre, la sospensione dell’obbligo di co-finanziamento regionale (30%) ha permesso una maggiore fluidità nell’utilizzo delle risorse, incentivando le fondazioni a programmare percorsi più ambiziosi.

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