L’Umbria dice addio a uno dei volti dell’imprenditoria più noti della regione. È morto infatti nelle scorse ore nella sua casa di Montefalco Arnaldo Caprai, da decenni punto di riferimento per quanto riguarda il vino e il tessile. L’imprenditore aveva 92 anni.

Chi era Nato nel 1933, la sua prima vita imprenditoriale ha avuto al centro i tessuti, impreziositi dai merletti umbri; poi, nel 1971, l’ingresso nel mondo dell’imprenditoria vitivinicola con l’acquisto di 45 ettari a Montefalco, in un momento in cui il Sagrantino non era al centro dell’attenzione. Più che adattarsi al mercato, lo ha costruito intorno all’identità profonda di questo vino. Dal 1988 l’azienda è guidata da uno dei figli di Arnaldo, Marco; nel 2002 il fondatore è stato anche insignito del titolo di Cavaliere del lavoro per meriti in agricoltura.

La Regione «Con la scomparsa di Arnaldo Caprai – scrive in una nota la presidente della Regione Stefania Proietti – l’Umbria perde un uomo di straordinaria visione che ha saputo con tenacia portare avanti e innovare la tradizione manifatturiera e quella vitivinicola. Dalla storica attività nel settore tessile alla felice intuizione nel mondo del vino, Caprai è stato un vero e proprio ambasciatore del Sagrantino nel mondo, contribuendo in modo decisivo a far conoscere Montefalco e l’intera regione a livello internazionale». La giunta regionale esprime sentite condoglianze alla famiglia Caprai, ai familiari, alla moglie Fiorella e ai figli Marco, Luca e Arianna, «in questo momento di profondo dolore, ricordando l’esempio di un imprenditore – conclude la nota – che ha sempre creduto nel valore del lavoro e nel legame indissolubile con la propria terra».

Meloni «Con Arnaldo Caprai – dichiara l’assessore regionale alle Politiche agricole e al Turismo, Simona Meloni – l’Umbria perde un imprenditore illuminato, capace di guardare lontano e di credere fino in fondo nelle potenzialità di un vitigno e di un territorio. La sua visione ha contribuito in modo decisivo a trasformare il Sagrantino in un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, facendo di Montefalco e dell’Umbria un punto di riferimento nel panorama enologico mondiale». «Caprai ha saputo unire radici e innovazione, identità e apertura al mondo, lasciando un’eredità che va ben oltre l’impresa – prosegue Meloni –. Il suo lavoro ha generato valore economico, culturale e reputazionale per l’intera regione, rafforzando l’immagine dell’Umbria come terra di qualità, passione e competenza». «Un uomo – conclude – che ha scritto una pagina fondamentale della storia agricola e vitivinicola dell’Umbria».

Bistocchi La presidente del consiglio regionale Sarah Bistocchi, in un comunicato parla di un «imprenditore simbolo dell’eccellenza dell’Umbria, che aveva saputo valorizzare prima nell’industria tessile e poi con la viticoltura, grazie allo sviluppo del Sagrantino. Arnaldo Caprai, insieme alla sua famiglia, è stato un ambasciatore dell’Umbria nel mondo. Grazie a lui, anche oltre Oceano, hanno imparato a riconoscerci e ad apprezzarci. Con lui se ne va un pezzo di storia dell’Umbria e di imprenditoria che aveva saputo credere nella nostra regione, impegnandosi a valorizzarla. Caprai è stato un imprenditore che ha insegnato alle nuove generazioni a guardare avanti con fiducia e ottimismo, un monito che non possiamo dimenticare in un tempo di profonda incertezza».

Guarducci «Sono rare – commenta in una nota l’imprenditore Eugenio Guarducci – le persone che con le loro storie d’impresa, le loro idee, la loro umanità, hanno contribuito a formare la mia vita professionale. Una di queste è sicuramente Arnaldo Caprai. Oggi la sua scomparsa mi rattrista molto, ma mi fa anche ricordare i momenti passati insieme, nelle sue aziende, a ragionare di tante cose, di tanti progetti. Un uomo generoso e geniale che, insieme alla sua famiglia, ha dato molto alla nostra terra. Per tanti anni ho sentito il suo affetto, la sua amicizia. Tutto ciò rimane per me come un tesoro, che conserverò con cura».

Zuccarini Condoglianze vengono espresse anche dal sindaco di Foligno, Stefano Zuccarini: «Ho avuto l’onore di conoscere Arnaldo Caprai sin dalla mia infanzia, come amico di famiglia. Ricordo bene – scrive – gli inizi della sua encomiabile avventura imprenditoriale, che lo ha portato ai vertici internazionali sia dell’industria tessile che nell’enologia. Un grande uomo e un grande imprenditore, che si è fatto da solo e che ha saputo portare il nome del nostro territorio nel mondo».

Mencaroni «Con la scomparsa di Arnaldo Caprai l’Umbria perde una delle figure più autorevoli e lungimiranti della propria storia imprenditoriale. Un uomo che ha saputo interpretare il lavoro non solo come successo economico, ma come responsabilità verso il territorio, le persone e le generazioni future», ha detto Giorgio Mencaroni presidente della Camera di commercio dell’Umbria, sottolineando: «Caprai è stato un imprenditore autentico, capace di anticipare i tempi, di credere nelle potenzialità dell’Umbria quando non era scontato farlo, di trasformare intuizioni coraggiose in risultati concreti e duraturi. Dal tessile alla vitivinicoltura, il suo percorso testimonia una visione ampia, fondata su qualità, innovazione e radicamento profondo nella propria terra. Come componente del consiglio e della giunta camerale dell’allora Camera di commercio di Perugia, con incarichi importanti nell’ente, Caprai ha messo la sua esperienza, la sua autorevolezza e il suo spirito costruttivo al servizio dell’istituzione e del sistema economico regionale. Il suo contributo è stato prezioso: sempre orientato allo sviluppo, al rafforzamento delle imprese umbre, alla promozione dell’Umbria nel mondo. La sua opera ha generato valore economico, culturale e reputazionale, contribuendo in modo decisivo a costruire l’immagine di un’Umbria capace di competere sui mercati internazionali senza perdere la propria identità. Alla famiglia Caprai e a tutti coloro che gli sono stati vicini, la Camera di commercio dell’Umbria esprime il più sincero cordoglio. Il suo esempio resta un patrimonio collettivo, un punto di riferimento per chi crede nell’impresa come motore di crescita e coesione sociale».

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