Luca Coletto

Volano gli stracci in Umbria attorno alle difficoltà del sistema sanitario. Dopo mesi di denunce, manifestazioni, appelli, ma anche conferenze stampa, annunci, accordi e promesse, la partita finisce anche sulla stampa di settore. Scrivono a ‘Quotidianosanità’ per primi il consigliere regionale Andrea Fora e il coordinatore provinciale di Italia Viva Nicola Preiti. Si vede costretto a rispondere, poi, l’assessore regionale Luca Coletto.

Opposizione Il ragionamento del partito di Renzi in chiave umbra è il seguente: «Le prestazioni specialistiche, come certificato da Agenas, hanno subito una drastica riduzione. Le liste d’attesa sono bloccate o lunghissime» e i pazienti costretti a rivolgersi ai privati. Parlano quidi di conti «fuori controllo con un deficit che si aggira sui 250 milioni e contemporaneamente la regione riesce a non utilizzare neanche le risorse nazionali: non sono stati spesi 2,8 milioni destinati, dal precedente governo, all’abbattimento delle liste d’attesa. Riusciranno i nostri eroi a non utilizzare interamente neanche le risorse del Pnrr?». Poi raccontano le vicende del piano sanitario «stroncato» dall’Università. Per poi arrivare a «un protocollo d’intesa con l’Università che contraddice il Psr, entra pesantemente nella organizzazione del Ssr, stabilisce la formazione delle Aziende ospedaliere integrate, stravolge il modello di gestione conferendo di fatto una integrale delega di potere (illegittima) all’Università, sulle Aziende Ospedaliere e su tutto il sistema sanitario regionale, perfino nel rapporto con i privati».

Coletto L’assessore Coletto restituisce le accuse al mittente, attribuendo le responsabilità al passato: «Una programmazione sanitaria ferma al 2011, un pareggio di bilancio, certificato è vero, ma grazie a risorse strutturali, liste d’attesa (pre-covid) con numeri da capogiro e grande malumore dei cittadini, così come documentato anche da articoli di stampa del tempo. Il tutto aggravato da Concorsopoli, l’indagine della magistratura che ha paralizzato il sistema sanitario umbro che già certificava una mobilità passiva in aumento dal 2015». E aggiunge: «Voglio ricordare che la Giunta regionale ha dovuto assolvere anche alla necessità di adeguare il numero dei posti letto di terapia intensiva che da 69, dietro precise disposizioni ministeriali, sono stati portati a 127. Di conseguenza, solo chi non conosce la materia e non si occupa di programmazione, può pensare e soprattutto raccontare ai cittadini, che si possa fermare un fiume in piena con interventi di breve periodo o con piccoli rattoppi com’era abitudine fare in precedenza».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.