di Maurizio Troccoli
Giochi fatti per la sanità? Forse si, forse no. La nomina a direttori generali dei quattro ex commissari è solo il primo capitolo di una soluzione che dovrà garantire, agli umbri, la copertura ai servizi sanitari, almeno per un anno. Si, la Regione ha voluto alle nomine dei quattro direttori aggiungere una sorta di paracadute: vogliono vedere, dal quartier generale del Broletto, se i quattro manager riusciranno a centrare gli obiettivi che a breve saranno assegnati. Si tratta ora di capire se il plenipotenziario sarà il solo Dario, accompagnato, in questa attività, dal solo vice di fresca nomina D’Angelo (diventato vice dell’ex commissario all’Emergenza Onnis e ora suo sostituto, come si precisa di seguito ndr), oppure – voci che si rincorrono da giorni – sorpresa delle sorprese, ritorna in Umbria Gigliola Rosignoli, attesa e voluta trasversalmente dalla politica, prima per la direzione dell’ospedale perugino e, ora, probabilmente, per il timone della sanità regionale. Non è chiaro infatti, come la manager, originaria di Bastia Umbra, abbia presentato la domanda da direttore generale per poi non presentarsi a colloquio, forse per non incappare in una sconfitta che sarebbe stata immeritata. Lei, che da oltre un anno dirige ben 12 ospedali del Nord che fanno capo all’Ircs di Pavia. Avrebbe le carte in regola per tornare in Umbria ed essere al fianco di Dario o al suo posto, perchè gli ultimi tam-tam riferiscono che il manager veneto avrebbe intenzione di tornare a casa dopo un periodo assolutamente impegnativo. Le ragioni di una sua partenza sarebbero legate a motivi personali, di riavvicinamento alla propria famiglia e, in quel caso, via libera per Rosignoli che potrebbe davvero prendere in mano lo scettro della situazione e tenere sotto controllo l’attività dei quattro direttori generali. Al momento è solo una ipotesi, corroborata da diversi indizi e, in ogni modo, legata anche al fatto che la giunta ha preferito dare a Dario un vice (sul punto Umbria24 aggiorna con una precisazione di seguito) prima nomina in assoluto in oltre 50 anni di storia – non 70, come erroneamente scritto in precedenza, essendo questi gli anni di vita dell’istituzione regionale – per garantire un efficace piano di vaccinazione. Ma D’Angelo riuscirà a sdoppiarsi nel ruolo di direttore sanitario di Asl 1 e di responsabile dell’operazione sanitaria più importante dei prossimi mesi? Ecco, questo è un altro elemento che depone a favore dell’ipotesi Rosignoli.
Polemiche Restano invece polemiche e quesiti che non trovano risposte logiche. Come quella che è sulla bocca di tutti e cioè sul come mai, alla data di oggi, non c’è un solo direttore che sia umbro. E l’altra: a cosa sia servita una commissione esaminatrice se poi il risultato è stato quello di confermare tutti e quattro i precedenti capi. Alla prima domanda la risposta logica manca non per il fatto che lasci intendere l’incapacità dell’Umbria di disporre di propri manager, nonostante abbia dato dimostrazione di riuscirne ad esportare, quanto piuttosto per il fatto che sia proprio un governo a guida leghista, e quindi con il noto tratto identitario e localista, a importare management. Mettere a capo di tutti un’umbra sgombrerebbe il campo anche da questa polemica. Resterebbe quella sui direttori pendolari che va oltre le bandiere e riguarda una questione di ‘cottimo’. Sul quale l’Umbria ha messo la verifica a un anno.
Precisazione Il commissario D’Angelo – viene precisato – è stato scelto dal direttore Salute Claudio Dario, come responsabile dello stato d’emergenza. Non si tratta quindi di un ‘vice’ nominato dalla giunta. Scelta determinata per garantire «resilienza delle organizzazioni – di cui Dario è a capo – che debbono funzionare comunque anche a fronte di interruzioni temporanee, brevi o prolungate o avvicendamenti, rispetto ad una scadenza, dello stato di emergenza pandemica dichiarata a livello nazionale che, teoricamente a breve, dovrebbe concludersi». Chiarimento dovuto. A Umbria24 risulta che D’Angelo svolgerà anche un ruolo di coordinamento dei direttori sanitari delle quattro aziende umbre. Un collaboratore di prima fascia, con il compito di supportare la mole di lavoro che Dario ha svolto fino a oggi. Volentieri ottemperiamo al dovere di precisazione e prendiamo atto che null’altro di quanto pubblicato è stato oggetto di rilievi o smentite.
