Vincenzo Sgalla, segretario regionale Cgil

di Iv. Por.

«Ci arrivano segnali di straordinaria preoccupazione da chi opera in sanità. La Regione ci riconvochi con urgenza e riapra il tavolo di confronto con le organizzazioni sindacali per discutere un percorso comune per fare fronte alla situazione». A pochi giorni dalla rottura del confronto, il segretario generale della Cgil, Vincenzo Sgalla, chiede che si riannodino i fili del dialogo per uscire da una fase particolarmente complessa.

Assunzioni e organizzazione «Noi e intendo Cgil, Cisl e Uil siamo compatti nel sostenere due richieste: assunzioni e una diversa organizzazione per l’emergenza Covid in Umbria. La Regione dovrebbe ascoltarci anziché trattarci con sufficienza come ha fatto in diverse occasioni l’assessore Coletto». La triplice lamenta l’infruttuosità dell’incontro di giovedì della scorsa settimana, cui è seguita una convocazione da parte della presidente Tesei lunedì scorso. «Le abbiamo detto di richiamare il suo assessore, prima che noi, per costruire davvero un percorso comune», spiega Sgalla.

Precari da stabilizzare Le richiesta sul tavolo riguardano in modo particolare gli organici. «In otto mesi qui non abbiamo fatto niente. Abbiamo molti precari da stabilizzare, non è vero che non c’è personale. Invece ci si è mossi come se il Covid non ci fosse con fondi per straordinari anziché per assumere. Anche Bertolaso si è espresso per la necessità di ampliare gli organici. Bisogna fare in fretta». Anche sul fronte organizzazione i sindacati contestano alcune scelte, come quello di utilizzare il Seppilli di Perugia. «Abbiamo proposte anche su questo, si riapra il confronto e si ascoltino». Altrimenti «sapremo farci ascoltare», dice Sgalla che ricorda come sia già in programma un presidio nei prossimi giorni a Città di Castello.

Tenuta sociale Ma non c’è solo il fronte sanità. Dal punto di vista dell’economia, il segretario Cgil sottolinea l’importanza del blocco dei licenziamento prorogato a marzo e le ulteriori 9 settimane di cassa integrazione. «Lo abbiamo ottenuto dal governo minacciando lo sciopero generale – rivendica – e sono provvedimenti fondamentali per mantenere la tenuta sociale». Ma anche a livello locale si può fare qualcosa. «Col prefetto si è parlato di istituire uno sportello che metta insieme Regione, Gepafin, Fondazione contro l’usura per sostenere la liquidità delle imprese in una fase in cui sono possibili fenomeni molto pericolosi di infiltrazione criminale. Potrebbe servire, ad esempio, per gli anticipi della cassa integrazione. Anche su questo vorremmo che ci fosse dialogo con noi, non chiusure».

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