Giuristi e manager della sanità pubblica, si sono ritrovati giovedì a Villa Umbra di Pila per fare il punto su un tema di stretta attualità, vista la recente introduzione della legge Balduzzi che ha regolamentato la responsabilità per le pratiche sanitarie. Dopo l’introduzione del direttore della Scuola di amministrazione pubblica, Alberto Naticchioni), l’avvocato Fabio Alessandroni del foro dell’Aquila, che ha sviluppato i concetti di «colpa grave» e di «linee-guida» che espressamente vengono richiamate nel decreto Balduzzi. «Salvo che, anche rispettando le linee guida così come stabilito dalla comunità scientifica, il medico – ha sottolineato l’Avvocato Alessandroni – non può essere esentato dalla colpa grave, dovendo egli dimostrare di aver usato il massimo del buon senso, della competenza, della capacità e della perizia».
Boom delle richieste di risarcimento Paola De Lisio, giudice del tribunale civile di Perugia, ha tratteggiato il rapporto giuridico che si stabilisce tra paziente e medico con le relative ricadute di obbligo di risarcimento nel caso in cui la prestazione sanitaria non sia stata eseguita secondo i criteri «della buona pratica sanitaria». Il magistrato ha spiegato come siano in crescita le richieste di risarcimento: «I casi di richiesta di risarcimento danni per errori medici dal 2008 al 2011 sono stati pari a quelli avanzati dal 1991 al 2000. Di più: ci sono oggi più richieste di risarcimento, di quante ne sono state avanzate negli ultimi sessant’anni». Il procuratore regionale della Corte dei conti, Agostino Chiappiniello, ha ribadito i concetti espressi anche in occasione della relazione annuale dei giorni scorsi: «La stragrande maggioranza dei medici e degli operatori sanitari dell’Umbria sono professionalmente ineccepibili; rispettano le normative, sanno contenere la spesa pubblica, senza con questo togliere nulla alla richiesta di salute dei cittadini; vorremmo che tutti si attenessero a questi criteri, ma purtroppo ogni tanto si verificano delle disfunzioni del sistema, con errori, dimenticanze e sprechi che vanno combattuti».
IL NUOVO SISTEMA REGIONALE DI ASSICURAZIONI
Sanità e crisi Al docente di Medicina legale dell’Università degli Studi di Perugia, il professor Mauro Bacci, è toccato il compito di tratteggiare la responsabilità degli apicali delle strutture sanitarie, costretti «ad attuare la cosiddetta medicina difensiva, sia per mettersi al riparo da eventuali incolpazioni di carattere penale, senza con questo ricavarne alcun vantaggio sia di tutela giuridica personale, né per la salute del paziente, visto che una grande mole di esami sono spesso inutili». Le conclusioni del dibattito sono state affidate al direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia, Walter Orlandi, introdotto dal moderatore del dibattito Emilio Duca, direttore regionale dell’area salute, che ha anche illustrato la nuova disciplina in materia assicurativa, illustrata nei giorni scorsi da Umbria24, con l’attuazione di un sistema che dovrebbe permettere un sensibile risparmio della collettività sui premi assicurativi. Orlandi si è soffermato su tematiche specifiche: «La sanità non va inquadrata in un contesto diverso da quello che il paese sta vivendo, in virtù della grave crisi economica. La legge Balduzzi ha provato a mettere argine alla mole di richieste di risarcimento che vengono avanzate dai cittadini, ma gli effetti andranno valutati sul lungo termine. E’ vero che è stata fatta distinzione tra “colpa grave” e “colpa lieve”, ma la miriade di normative, di sentenze tra di loro anche contraddittorie, non favorisce quel clima di distensione tra cittadino e sistema sanitario pubblico».
Depenalizzare le pratiche sanitarie «E’ necessario – ha aggiunto Orlandi – arrivare ad una depenalizzazione delle pratiche sanitarie, a tutto vantaggio dell’economia nazionale e del sistema. Oggi la medicina chiama in causa, nella maggior parte dei casi, più professionisti, e non è raro assistere che, per lo stesso evento, tutta la rete finisca nella gogna mediatica, a causa di presunti reati di natura penale, che nella grande maggioranza dei casi si concludono con una assoluzione». Orlandi si è soffermato anche sui risparmi della spesa pubblica sanitaria, con un recupero di oltre un punto sul Pil, se verrà ripristinato un rapporto fiduciario tra medico e cittadino. «Auspico che la legislazione, attualmente farraginosa e complessa, trovi maggiore snellezza, in quei casi in cui viene accertata una reale responsabilità». «Non esistono più i presupposti socio-economici per ottenere risarcimenti di svariati milioni di euro per casi di cosiddetta mala sanità perché tutto va inquadrato nell’attuale momento economico e sociale che attraversa la nostra società».


