A sinistra Luca Barberini

di D.B.

Un nuovo modello di sanità da costruire sull’ascolto. A prometterlo è il neo-assessore regionale alla Sanità Luca Barberini che mercoledì ha visitato alcuni reparti del Santa Maria della misericordia di Perugia e ha incontrato il personale sanitario dell’ospedale del capoluogo umbro. «Serve costruire un nuovo modello di sanità – ha detto Barberini – non perché quanto fatto in passato sia stato sbagliato ma perché sono cambiati obiettivi, esigenze e bisogni». Il tutto, promette, sarà fatto ascoltando perché «le scelte politiche, specialmente in sanità e per il sociale, non devono arrivare come marziani dallo spazio ma solo dall’ascolto». Subito palazzo Donini dovrà affrontare il capitolo risorse, ridotte di 42 milioni per quanto riguarda l’Umbria dopo l’accordo siglato in Conferenza Stato-Regioni.

Conti ok Un dossier che verrà aperto senza allarmismi: «Abbiamo gli anticorpi giusti perché – ha detto Barberini – ho trovato un sistema sanitario regionale solido e in grado di tenere comunque i conti in ordine». Quanto alle sfide, Barberini si è limitato a enunciare i capitoli, parlando di innovazione, «nuovo regionalismo», di una sanità «che deve dare risposte ai cittadini» e della «riorganizzazione: al di là – ha detto – del numero delle aziende sanitarie la capacità bisogna mettere i servizi in rete perché l’idea che tutto si fa dappertutto oggi non regge più». Il che, almeno nelle intenzioni, non significa impoverire i territori bensì «dare una mission specifica alle nostre strutture, come l’alta specializzazione che dovrà caratterizzare sempre più l’ospedale di Perugia».

Fuorionda Altra parola d’ordine è «integrazione» e sul punto a essere chiamata in causa è l’Università, che con il rettore Franco Moriconi ha parlato della necessità «non di opposizioni, bensì di competenze comuni da mettere in campo». Agli operatori Barberini ha detto poi che il suo primo impegno sarà quello di «girare le strutture della sanità, per capire, confrontarsi e conoscere le esigenze», cosa fatta mercoledì visitando l’Unità di terapia intensiva neonatale, la Banca del latte, la Diagnostica per immagini, Microbiologia, Cardiologia e il blocco operatorio Trancanelli, per concludere con il pronto soccorso e la centrale del 118. Barberini poi, come mostrano le immagini girate in un piccolo fuorionda, è stato messo in guardia ironicamente dal direttore dell’Azienda Walter Orlandi: «Tutti questi – dice il direttore – vogliono qualcosa; non pensare che ti vogliono bene, non è che ti dicono che sei bello, ti dicono assessore tocca spendere i soldi qui, tocca spendere lì. Poi qualcosa serve ma qualcosa non serve a niente».

Orlandi Nel suo intervento ‘ufficiale’ invece Orlandi ha sottolineato il ruolo che ha l’Azienda ospedaliera nel panorama nazionale, ha ricordato «le innovazioni sia organizzative, nell’ambito amministrativo, nella didattica, nella ricerca e nell’assistenza. Di sicuro si può e si deve fare sempre meglio perché è un attimo a scivolare all’indietro». Tra i dossier che Barberini dovrà affrontare nelle prossime settimane poi c’è anche quello che riguarda la programmata chiusura dei punti di nascita di Narni e Castiglione del Lago. Riguardo a quest’ultimo, nelle ultime ore è stata lanciata una petizione,diretta alla presidente della Regione Catiuscia Marini, in cui si dice che «il punto nascita di Castiglione del Lago non deve morire!».

Punto nascita A lanciarla è stato il Comitato cittadini Castiglione del Lago sul sito Citizengo.org. «Migliaia di persone – scrivono – sono nate lì ed è sempre stato un reparto di eccellenza: perché eliminarlo?». Al momento sono una ventina le persone che hanno deciso di firmare e il primo obiettivo è quello di superare le cento unità, anche attraverso l’individuazione di una «testimonial virtuale dell’iniziativa nella persona di Laura Chiatti. Un personaggio di una tale notorietà, nato proprio nel punto nascita, se questo verrà salvato merita addirittura che venga a lei intitolato!».

Twitter @DanieleBovi

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