di Francesca Mancosu
Terni città dell’amore, universale. E dei flash mob. Nel giorno di San Valentino, oltre al bacio collettivo in programma a piazza Europa nell’ambito del festival Cioccolentino, ci sarà un altro flash mob organizzato dall’associazione Terni donne in adesione al ‘One billion rising’, la campagna internazionale lanciata da Eve Ensler (autrice de ‘I monologhi della vagina’) per dire basta alla violenza maschile sulle donne con un ballo collettivo in 189 paesi del mondo.
FOTOGALLERY. Le vetrine di San Valentin a Perugia
L’appuntamento Fra le oltre 70 città italiane che riproporranno l’iniziativa c’è, appunto, anche Terni, che ospiterà il ‘suo’ flash mob a piazza Tacito, a partire dalle 16.30, dove uomini e donne, preferibilmente vestiti di rosso e nero, danzeranno sulle note di ‘Break the Chain’ (‘spezza le catene’), inno internazionale dell’evento. Non è richiesta nessuna abilità coreografica particolare, ma per non farsi trovare impreparati è meglio allenarsi seguendo i tutorial presenti sul sito onebillionrising.org
Centri antiviolenza A prescindere dall’adesione al One billion rising, che coincide con quindicesimo anniversario del v-day (vagina day) istituito sempre dalla Ensler, il flash mob di Terni si propone di richiamare l’attenzione anche sulla necessità di compiere azioni concrete anche a livello strettamente locale. Sul campo ci sono molte questioni aperte, come l’approvazione della legge regionale dell’Umbria sulle politiche di genere, che dovrebbe andare in giunta entro il prossimo 8 marzo. Una legge fondamentale perchè assicurerebbe anche continuità all’attività dei due centri antiviolenza che dovrebbero essere aperti a Perugia e a Terni entro due anni, grazie ad un finanziamento concesso dal dipartimento delle pari opportunità del consiglio dei ministri. «L’Umbria, insieme al Molise, è l’unica regione d’Italia a non averne neppure uno – ricorda Daniela Albanesi presidente del Centro pari opportunità – ma nei giorni scorsi abbiamo costituito un’associazione temporanea di scopo per giungere al più presto alla loro realizzazione. Dal canto suo, la regione si è già impegnata a stanziare 200 mila euro per i successivi due anni».
La rete E in Umbria esiste già una rete di servizi per le donne abusate che coinvolge comuni, asl e ospedali. Rete che sarà potenziata nelle prossime settimane grazie al progetto Una, anch’esso finanziato dal ministero: verranno attivati nuovi punti d’ascolto a Corciano, Magione, Gubbio, Amelia, Narni, e verrà esteso alle 24 ore il Telefono donna, istituito dal Centro per le pari opportunità della regione nel 1989, grazie alla collaborazione con associazioni già attive sul territorio.
I dati Secondo i dati forniti da Telefono donna, le denunce delle violenze nella nostra regione sono in crescita. Ma ciò, afferma la Albanesi, «non vuol dire che le violenze siano aumentate. A crescere, piuttosto, è stato il numero delle donne che ha avuto il coraggio di cercare aiuto. Fra il 1° gennaio e il 12 febbraio di quest’anno, abbiamo ricevuto la chiamata di 143 donne: 97 a Perugia e 46 a Terni. Fra di loro ci sono state donne che ci hanno contattato per la prima volta, ma anche soggetti che hanno già iniziato percorsi di uscita dalla violenza, che desiderano informazioni o vogliono segnalare casi che riguardano persone vicine». Dalla sua istituzione, il Telefono donna è stato raggiunto da 8 mila donne; nel 2012, ci sono stati 458 contatti: 333 da Perugia e 125 da Terni. Chi volesse contattare il servizio, può comporre il numero unico regionale 800861126.
