Comune San Gemini
La sede del Comune di San Gemini

di Marco Torricelli

Due o tre certezze, intanto, ci sono. La prima è che la crisi al Comune di San Gemini «è vera, e non da operetta – dice il sindaco, Leonardo Grimani – e non nascondo che sto valutando attentamente se assumere decisioni importanti a mia volta»; la seconda che «la ‘Giostra dell’arme’ deve andare avanti – chiarisce Furio Benedetti, il tesoriere dell’Ente giostra – anche se abbiamo deciso di annullare gli eventi in programma per venerdì sera» e la terza è che qualcuno rischia di farsi male: «Se ci sono stati errori o mancate assunzioni di responsabilità – dice ancora il sindaco – non faremo sconti».

Le dimissioni La lettera dei tre assessori (su cinque) dimissionari è lì, sul tavolo, con tanto di numero di protocollo: «Il nostro – dice Fausto Proietti, uno dei tre – vuole essere un’assunzione di responsabilità,  indispensabile in casi come questo, caratterizzato da attacchi politici e personali, con l’alibi della ‘Giostra’, da parte di personaggi che pensano di restare anonimi». Ma San Gemini è piccola, 5mila abitanti, mica è facile restare nell’ombra: «Se si vuole attaccare questa amministrazione – dice Luciano Bisonni, un altro assessore dimissionario – lo si faccia, ma alla luce del sole e, soprattutto senza mettere a rischio una manifestazione come la ‘Giostra dell’arme’, che è decisiva per l’economia locale».

La ‘Giostra’ Già, perché, a ben vedere tutto ruota intorno alla festa e all’origine della clamorosa crisi di giunta ci sarebbero esposti e denunce relativi al mancato rispetto di misure di sicurezza: «Tutte le autorizzazioni ed i permessi – dice Stefano Giammugnai, consigliere dell’Ente giostra – erano stati da noi richiesti ed ottenuti. Con l’amministrazione comunale, poi, si erano concordati quegli inevitabili margini operativi che sono indispensabili quando una festa, peraltro molto amata e fortemente partecipata, si svolge nel pieno centro di un antico borgo come quello di San Gemini». E Furio Benedetti precisa: «Prima che la festa avesse inizio si era svolta una riunione, con tutti i soggetti che sarebbero stati interessati alla sicurezza e all’ordine pubblico, ma senza che fosse evidenziato alcun punto critico. Da parte di nessuno».

La politica Poi, però, questi punti critici sarebbero venuti fuori: «E siccome si parla, più o meno velatamente – dice il sindaco Grimani – di non meglio identificate ‘ irregolarità’ e ‘irresponsabilità’, occorre fare chiarezza al più presto». Ma era necessario uno strappo clamoroso come quello delle dimissioni dei tre assessori? «A nostro avviso sì – dice Fausto Proietti – perché con questo gesto vogliamo tenere la politica fuori da questa storia» e «mettere il sindaco nelle condizioni di prendere decisioni importanti in assoluta libertà», dice Luciano Bisonni. Decisioni che, pare di capire, potrebbero anche riguardare qualche dipendente comunale.

Il tendone Intanto, però, nel pomeriggio di venerdì è stato smontato il grande tendone – presumibilmente uno degli ‘oggetti del contendere’ – che ricopriva il cortile del chiostro di san Francesco e sotto il quale erano posizionate alcune esposizioni e, soprattutto, un angolo di degustazione molto apprezzato. Al suo posto è stato montato, in tutta fretta, un mega-gazebo. Nel frattempo emergono altre indiscrezioni: una delle quali sposta il problema dall’aspetto politico a quello gestionale. Ci si troverebbe di fronte, insomma, ad un possibile conflitto tra l’attuale e la vecchia gestione dell’Ente giostra.

Il sindaco Leonardo Grimani, il primo cittadino ha due obiettivi immediati: «Per qualche ora dovrò concentrarmi meno sul vero problema drammatico con il quale siamo alle prese – dice – e cioè quello del salvataggio della Sangemini e tirare le fila di questa vicenda». Per cominciare «parlerò con i tre assessori, ai quali sono grato per aver evidenziato che le dimissioni non siano state presentate ‘contro’ di me e cercherò di convincerli a restare al proprio posto, soprattutto perché in questi quattro anni il loro è stato un lavoro prezioso» e poi «raccoglierò tutto il materiale, al reperimento del quale gli uffici comunali stanno lavorando alacremente, per poter avere il quadro completo della situazione e cercare di  comprendere bene il vero motivo che ha portato, proprio durante la festa, a provocare questo stato di cose.

Le conseguenze Di sicuro questa storia non appare destinata a finire a ‘picchiarelli’ (la caratteristica pasta che si mangia nelle taverne) e vino: «Quella messa in atto è, comunque – dice il sindaco – un’autentica operazione di destabilizzazione che non può passare sotto silenzio, soprattutto per le gravi conseguenze che può avere sul futuro della festa e di San Gemini, peraltro con una determinazione che, mi addolora dirlo, non ho riscontrato nella difesa della Sangemini». Nel pomeriggio di venerdì, con un tam-tam su Facebook, era stato promosso un flash-mob in centro, ma poi non si è visto nessuno.

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