di Stefania Supino

Ben ottocento anni fa, precisamente nella notte tra il 3 e il 4 ottobre, Francesco muore alla Porziuncola, nel luogo che più di ogni altro aveva segnato la sua esperienza spirituale. Secondo quanto racconta Tommaso da Celano nella Vita Prima – manoscritto del 1228 – il santo chiese di morire nudo e adagiato sulla terra, per morire in povertà e in totale conformità al Vangelo. Un gesto che, secondo gli studiosi, riassumerebbe l’intera esistenza del Poverello e dimostrerebbe il vero significato della morte – definita nel Cantico delle Creature come «Sorella morte» -, inteso come un transito e l’abbandono fiducioso a Dio.

La sepoltura Il corpo di Francesco fu custodito a lungo in un luogo nascosto e protetto, per sottrarlo al rischio di profanazioni o trafugamenti. Fin quando, nel 1818 su iniziativa delle autorità ecclesiastiche locali e con l’autorizzazione di papa Pio VII, vennero avviati lavori discreti nella chiesa inferiore della Basilica di Assisi. Fu allora ritrovato un sarcofago in pietra contenente resti ossei, attribuiti con certezza a san Francesco nel 1820. I resti furono deposti in un’urna di bronzo dorata all’interno, la quale fu conservata nella cripta in stile neoclassico costruita appositamente. Successivamente, nel 1932 viene completata l’attuale cripta progettata dall’archeologo Ugo Tarchi, sobria ed essenziale.

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L’ostensione In occasione dell’anniversario francescano, culminante nella memoria della morte del santo, è stata proposta per la prima volta l’ostensione pubblica del suo corpo alla venerazione dei fedeli. L’ultima ricognizione risale al 1968, compiuta dai frati per pochi giorni e senza accesso pubblico. Nel contesto dell’ottavo centenario, questo evento assume un valore che va oltre la devozione e invita a riscoprire il significato cristiano delle reliquie, legato al mistero dell’Incarnazione e alla dignità del corpo umano destinato alla risurrezione. Venerare le reliquie – secondo la tradizione cattolica – significa contemplare l’opera di Dio nei suoi santi e rinnovare la fede nel destino di pienezza preparato per l’umanità, quando ciò che ora è nascosto si manifesterà compiutamente nella risurrezione.

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