di Chia.Fa.
Quasi 650 pratiche di ricostruzione leggera, meno di un terzo con le carte in regola per far scattare gli interventi di riparazione del danno. Freno a mano sempre tirato sui cantieri post sisma dell’Umbria dove, come emerso lunedì pomeriggio in Seconda commissione, per l’illustrazione del disegno di legge regionale sulla ricostruzione, si contano circa 10 mila edifici danneggiati, di cui il 55 per cento con danni gravi.
RICOSTRUZIONE UNDICI CHIESE AL VIA
Ricostruzione leggera: un terzo autorizzato A fotografare lo stato dell’arte dei progetti di ricostruzione è stata direttamente la presidente Catiuscia Marini, affiancata dal capo della Protezione civile umbra, Alfiero Moretti, e dal direttore regionale per il Governo del territorio Diego Zurli. In particolare è emerso che per la ricostruzione privata leggera sono state presentate 646 domande, di cui 628 dichiarate procedibile, anche se appena 214 possono avviare i lavori, mentre le altre 432 pratiche sono in istruttoria nei Comuni per il 49, dal professionista incaricato per il 26 per cento e all’ufficio speciale ricostruzione per il 25 per cento. ù
Riparazione danni gravi in alto mare Al palo la ricostruzione pesante per la quale i progetti presentati non hanno ancora superato quota 50, di cui soltanto tre sono in condizione di aprire il cantiere. Il numero di pratiche è ancora molto contenuto, specie al confronto coi danni provocati in Umbria dalla sequenza sismica del 2016: 10 mila gli edifici danneggiati, di cui il 55 per cento con danni gravi e il 45 per cento per lesioni lievi.
Cento dipendenti a tempo dei Comuni a rischio Al tavolo del presidente della Seconda commissione, Eros Brega, anche il personale assunto a tempo determinato dagli enti locali per fronteggiare l’emergenza terremoto. Si tratta di 102 dipendenti in servizio nei Comuni de cratere, mentre otto di questi sono stati assegnati alle due Province, ma i loro contratti scadranno a fine anno, a meno che non intervenga una proroga del Parlamento, che potrebbe arrivare col decreto estivo Mille proroghe, dove i sindaci terremotati si aspettano diversi interventi a favore delle popolazioni e dei territori colpiti dal sisma.
Ddl ricostruzione ed emendamenti La presidente Marini in Seconda commissione ha anche illustrato il disegno di legge per la ricostruzione, che nei piani dovrebbe arrivare in aula per discussione e approvazione entro settembre. Tuttavia, ha spiegato ai consiglieri regionali, non è escluso che la stessa giunta regionale definisca una serie di emendamenti, che saranno trasmessi alla commissione e al consiglio, nel caso in cui ci fosse necessità di norme attuative regionali a seguito delle due modifiche introdotte dal Parlamento con il decreto terremoto diventato legge venerdì, come noto si tratta della sanatoria per i piccoli abusi edilizi e piccole difformità.
@chilodice
