di Chiara Fabrizi
«Rivoluzione e rapidità» con la procedura negoziata da introdurre sulla ricostruzione pubblica e interventi per omogeneizzare la norme, con tanto di vademecum. Ma anche misure sulla fiscalità «che però annuncerà il presidente del Consiglio», più nuove regole per le casette private e le case mobili sistemate nelle pertinenze delle abitazioni. E con ogni probabilità una proroga sulla scadenza del 31 dicembre 2017 fissata per l’ammissione a contributo delle domande di ricostruzione leggera, su cui ci si è già incagliati. Per la prima volta in Umbria, precisamente nel quartier generale della Protezione civile di Foligno e poi nella Valnerina terremotata, la nuova commissaria per la ricostruzione Paola De Micheli (che è anche sottosegretaria alla presidenza del Consiglio del ministri), ha indicato le priorità di questo primo scorcio di mandato, segnato soprattutto in Umbria dallo scoglio della ricostruzione leggera.
Ricostruzione leggera al palo, spunta la proroga Al momento sono 162 le domande per danni lievi presentate all’ufficio speciale per la ricostruzione, di queste ne sono state autorizzate 18, mentre per tutte le altre sono state avviate le istruttorie, segnate però da pratiche incomplete: da una parte i tecnici lamentano la complessità delle pratiche stesse, con continue richieste di integrazioni documentali, mentre dalle parti dell’ufficio speciale si calca la mano sul numero comunque esiguo di domande presentate, su cui forse sta incidendo l’eliminazione del limite degli incarichi che ogni tecnico poteva assumere per la riparazione dei danni lievi: «Per la ricostruzione privata abbiamo definito un vademecum differenziato per cittadini, professionisti e uffici speciali finalizzato a dare omogeneità interpretativa alle norme, così da permettere a tutti di sentirsi tranquilli, perché – ha evidenziato la commissaria De Micheli – c’è anche la paura di seguire le procedure accelerate previste e poi trovarsi senza contributo, paura che è immotivata, prima di tutto perché ci sono le risorse». La proroga alla scadenza del 31 dicembre è probabile, ma la presidente Catiuscia Marini avverte di nuovo: «Ribadiamo di tenere seriamente in considerazione le scadenze esistenti o quelle che eventualmente verranno ridefinite con l’obiettivo di far rientrare in casa persone che in due mesi di cantiere possono riparare i danni e, contestualmente, alleggerire il carico assistenziale» dato dal contributo per l’autonoma sistemazione.
Undici piani attuativi per i borghi più danneggiati Più indietro ancora la ricostruzione pesante dove si contano circa 50 pratiche per attività produttive, di cui una in fase di autorizzazione (la prima), più dieci per le quali sono stati avviati tutti i procedimenti, tutte le altre in attesa di autorizzazione, mentre due soltanto sono le domande per la riparazione dei danni pesanti in abitazione. Si stringe invece il cerchio sui centri più danneggiati dal terremoto che avranno bisogno di piani attuativi specifici e quindi di tempi più lunghi: «Sono undici tra Norcia e Preci – ha spiegato il capo della Protezione civile regionale, Alfiero Moretti – e l’ultimo step prima di stabilire la perimetrazione prevede l’individuazione degli edifici con danni lievi, che pur restando all’interno del perimetro potranno essere estrapolati e quindi seguire una sorta di una corsia preferenziale». Piani attuativi serviranno a Campi, Castelluccio, San Pellegrino e Ancarano, tutte frazioni di Norcia, più le piccole località della Valle Castoriana che si apre intorno all’abbazia di Sant’Eutizio di Preci. Esclusa per ora la delocalizzazione di interi borghi, che in un primo momento era stata ipotizzata per San Pellegrino.
Edifici pubblici, scuole e casette La commissaria De Micheli a Foligno, poi, parla di «intervento rivoluzionario sulla ricostruzione di edifici pubblici per la quale i soggetti attuatori potranno indire le procedure negoziate, che sono le più veloci previste dal Codice degli appalti». L’ok di Anac dovrebbe riguardare municipi, caserme, scuole e chiese già individuate coi piani di Errani, mentre un altro piano per edifici pubblici conta di firmarlo De Micheli, che poi dice: «Giovedì prossimo proporremo ai presidenti delle quattro Regioni una serie di interventi per il rilancio dello sviluppo economico nel Centro Italia, ma nelle norme che vedranno la luce nei prossimi giorni, si toccherà anche la fiscalità, su questo sarà il presidente del Consiglio a illustrarle». Sul primo piano di Errani, quello per le 21 nuove scuole (cinque in Umbria), che avrebbero dovuto essere pronte prima per settembre e poi per febbraio, il capo della Prociv spiega che: «E’ stata aggiudicata la progettazione definitiva per la Carducci-Purgotti di Perugia e la Carducci di Foligno, mentre il 18 ottobre toccherà alla scuola di Giano dell’Umbria, le tre saranno consegnate entro la primavera, mentre più indietro sono le due di Spoleto (media Alighieri e asilo Prato Fiorito, ndr) che deve ancora essere messa a gara per via di alcune modifiche». Qui probabilmente la consegna sarà a settembre 2018. Sulle casette ha rassicurato la Marini: «Entro l’inverno siamo certo che tutti coloro che ne avranno fatto richiesta avranno le Sae perché – ha detto – i cantieri stanno procedendo senza intoppi e nelle prossime settimane saranno completate ulteriori casette, rispettando il cronoprogramma che ci siamo dati». Ma c’è da fare il punto nel dettaglio.
@chilodice
