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Adempimenti cervellotici e investimenti pesanti a carico delle imprese. E’ la denuncia della Cna a proposito del nuovo sistema di revisione veicoli. Fabiano Coletti, responsabile regionale degli Autoriparatori dell’associazione sottolinea come «se finora non è andato in tilt, è merito esclusivo dei tantissimi titolari di officina che, in questi giorni, stanno sacrificando il loro tempo, e il loro portafogli, per garantire agli automobilisti un servizio efficiente e veloce».

Nuove regole Il nuovo sistema di revisione prevede che non basterà più, da parte del certificatore, attestare che tutti i parametri vengono rispettati, ma è entrato in vigore l’obbligo di effettuare una “revisione video-sorvegliata” e con dati trasmessi in tempo reale alla motorizzazione. Un modo, questo, per evitare ai “furbetti” di mettere il timbro sul libretto, in qualche caso, senza neppure portare la vettura, ma anche di far circolare mezzi più sicuri. Il meccanismo, però, richiede più tempo per le verifiche con un conseguente intasamento dei centri che effettuano revisioni. Per non parlare delle auto e moto che, non passando il test, devono essere messe a punto per tentare una seconda volta. Il costo di legge per passare la revisione è di 65,68 euro.

Disagi per le officine «Siamo arrivati a una situazione paradossale – spiega Coletti  della Cna -. Non solo sono aumentati gli importi che le officine devono versare per ogni revisione alla Motorizzazione, ma gli autoriparatori devono anche sobbarcarsi ore di fila agli uffici postali pagandone per la seconda volta i relativi diritti. Tra i 100 centri di revisione dell’Umbria moltissimi sono costretti a rifiutare le richieste di revisione, causando un danno agli automobilisti, un rischio alle sicurezza stradale e una perdita di incasso per le imprese. Insomma – incalza l’esponente Cna – tre risultati negativi in un solo colpo. Per le imprese, inoltre, questa situazione si aggiunge alle difficoltà causate dal mancato sostegno agli importanti investimenti affrontati dagli autoriparatori per adeguarsi alle nuove procedure telematiche previste dal protocollo MCTCNe2. Investimenti, voglio dirlo chiaramente, che non ci sono stati riconosciuti in nessun modo dall’amministrazione pubblica. Così non possiamo andare avanti: vanno messi all’ordine del giorno nelle sedi competenti la revisione delle tariffe che spettano alle officine e la stabilizzazione delle procedure telematiche, senza ulteriori aggravi sulle imprese. La Cna – conclude Coletti – è impegnata a tutti i livelli affinché venga garantito il rispetto che la categoria degli autoriparatori merita per la concreta collaborazione dimostrata nella qualificazione delle imprese e dei servizi forniti agli automobilisti».