di Maurizio Troccoli

Gli operai in sciopero al cantiere di Pianello (Foto F.Troccoli)

La Filca Cisl, sposa la proposta dell’Ance Umbra, di fare subentrare le aziende edili umbre nei cantieri della Quadrilatero (Perugia-Ancona), bloccati a causa delle vicende che riguardano la Btp, appaltatrice dell’opera. La Filca nell’annunciare la proposta che potrebbe risollevare le sorti di decine di lavoratori edili, denuncia il sistema di affidamento degli appalti che, secondo il sidnacato, danneggerebbe le ditte serie e regolari, perchè impossibilitati a partecipare ad una gara a ribasso «insostenibile» se fondata su parametri di legalità.

Forte preoccupazione La Filca Cisl dell’Umbria, in un comunicato, manifesta «forte preoccupazione per il protrarsi di una situazione di stallo nei lavori della Quadrilatero, con ripercussioni gravissime sul completamento dell’opera, che è determinante per il futuro economico della nostra regione (e il mancato completamento della galleria di Casacastalda insegna…). Per tali considerazioni – si legge ancora – noi riteniamo interessante la proposta avanzata da Ance Umbria e cioè quella di disegnare un nuovo scenario che preveda il supporto, o il completo subentro, delle nostre imprese edili regionali, per garantire il completamento dell’opera».

Situazione drammatica «Le nostre imprese – scrive il sindacato – e le centinaia di addetti, che vi lavorano, in questa fase stanno vivendo una situazione drammatica di drastica riduzione dei lavori, di concorrenza sleale da parte di chi vince i pochi appalti con ribassi impraticabili per chi è abituato a lavorare in regola, di una incertezza del futuro mai conosciuta prima. E’ chiaro che, perché questo possa avvenire, occorrerà un forte protagonismo di tutti i soggetti sociali che vivono il territorio e, soprattutto, delle Istituzioni, perché producano tutti gli sforzi possibili per farsi che le nostre aziende possano contribuire fattivamente allo sviluppo regionale».

Ripetere il modello della ricostruzione post terremoto «L’auspicio è che, così come avvenne dopo il terremoto del 1997 con il Durc, nella nostra piccola realtà regionale possa svilupparsi un’esperienza significativa, capace di proporsi di nuovo all’attenzione nazionale.Oggi siamo di fronte ad un bivio: premesso che siamo tutti chiamati a scegliere e che anche lasciarsi trascinare dagli eventi è una scelta, io sono convinto che in questa fase noi tutti potremo misurare il senso di responsabilità e la lungimiranza politica, istituzionale e sociale di tutta una regione. Se è vero che dalle crisi possono nascere le opportunità, chissà che questa non sia la volta buona».