Se si fa presto a dire «ho un attacco di prurito», è più difficile capire il perché e trovare una soluzione. «Le cause – dice Stefano Borgognoni, dermatologo che sul tema ha effettuato ricerche e presentato studi in convegni organizzati da comunità scientifiche nazionali e internazionali – sono davvero tante. Un pianeta in parte esplorato, ma ci sono ancora tante aree da chiarire, da esplorare». Il medico ne ha parlato durante la trasmissione condotta da Mario Mariano «Medicina e società» in onda su Tef channel sabato 21 gennaio alle 22 (sulla piattaforma Sky canale 831). Secondo il dermatologo tra le principali cause ci possono essere malattie della pelle o sistemiche che richiedono esami diagnostici approfonditi, partendo dalla raccolta del più alto numero di informazioni da sollecitare al paziente. L’ascolto può rivelarsi basilare, partendo dalla sua vita affettiva e di relazione e proseguendo con quella lavorativa».
Tutti ne vengono colpiti Il prurito può essere anche sintomo di malattie importanti anche se «la gamma è ampia e la prudenza indispensabile specie se il disturbo si protrae nel tempo. Lo specialista – spiega Borgognoni -riesce a farsi una idea abbastanza precisa dalla sola osservazione della pelle, ma poi deve raccogliere delle conferme. Un fatto è certo, la ricerca ha fatto passi in avanti anche sul prurito, che può essere definito il disagio del corpo umano secondo solo al dolore. Se si escludono diabete, malattie tiroidee, linfomi e leucemie, il dermatologo arriva a una terapia efficace per trovare una soluzione al prurito». Una fascia d’età più colpita non c’è, dato che tutte ne soffrono, dal neonato agli anziani: «È molto frequente – osserva il medico – che la pelle secca determini prurito, essenzialmente agli arti inferiori, di norma di difficile gestione. Certamente non basta bere molta acqua per porre un rimedio efficace, anzi occorre procedere a più tentativi terapeutici e il medico ugualmente deve trasmettere fiducia al paziente in quei casi in cui la soluzione tarda ad arrivare».
Approssimazione Un po’ di approssimazione specialmente in passato secondo il dermatologo c’è stata: «Si pensava – osserva – che bastasse un antistaminico e magari una pomata e tutto sarebbe finito in poco tempo. Poi la ricerca e l’esperienza sul campo hanno prodotto risultati concreti, hanno rafforzato l’idea che il dermatologo è soprattutto un clinico e la situazione è cambiata, i colleghi internisti e i pazienti ci ringraziamo perché sappiamo vedere oltre la pelle, che resta sempre uno specchio fedele del corpo umano. Ce ne è voluto del tempo, ma oggi la gente che soffre di prurito non ci chiede più una… cremina miracolosa, ma una visita accurata».
